6 Recensioni su

Atomica bionda

/ 20176.5117 voti

A parte il titolo idiota / 13 Gennaio 2018 in Atomica bionda

Lasciando da parte il titolo idiota, il film unisce alla pari elementi di debolezza e di forza. L’azione è lenta, malgrado le improvvise accelerazioni, e la durata – anche se non eccessiva per i canoni attuali – si fa sentire. La trama si rivela ben poca cosa: una rivisitazione fuori tempo massimo del mood cinico e disincantato dell’epoca della guerra fredda, del tutto disgiunta dagli eventi della caduta del Muro, che nel film restano sullo sfondo, paradossalmente ininfluenti. La «sorpresa» finale è relativa, visto che l’identità di Satchel era intuibile già da un po’ (se non altro per esclusione).
Lati positivi: le scene d’azione, a un tempo stilizzate e realistiche (questo è uno dei pochi film a mostrare cosa succede a una faccia e a un corpo che hanno incassato un bel po’ di botte), leggibili, ragionevolmente originali, emozionanti. E naturalmente la protagonista, Charlize Theron, che regge benissimo l’intera trama, tutta algido fulgore, violenza pragmatica ed erotismo malinconico (con la collaborazione dell’ormai onnipresente Sofia Boutella – questo è il terzo film in pochi mesi in cui la vedo tra i protagonisti).

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Pensavo meglio / 27 Dicembre 2017 in Atomica bionda

Sarà per l’ora tarda, sarà per le aspettative mancate, ma per me non è ne carne ne pesce, (s)condito con tanta musica scelta a caso da un juke box.
Da qualche parte, addirittura, avevo letto che il film rappresenta una metafora dell’insuccesso dell’Unione Europea!! Bhe, a parte le molte le scazzottate, è privo di contenuti (nulla che non si sia già visto e rivisto) e con una trama alquanto debole e confusa, tanto che ad un certo punto non si capisce più chi è chi e con chi sta.
Una via di mezzo tra fumetto e spy-story alla Jason Bourne, con combattimenti corpo a corpo molto realistici, ma che poi scadono nel fumetto. Unica nota positiva, Charlize Theron, anche se ha la stessa faccia dall’inizio alla fine, è un portento e le scene d’azione sono così credibili che sembra non faccia altro nella vita 🙂

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Colder than the moon / 14 Dicembre 2017 in Atomica bionda

Quanto teutonica è la Theron, che tiro da amazzone, colder than the moon, mette veramente soggezione. E’ una delle poche donne di Hollywood a risultare totalmente credibile quando mena. Ciò nonostante conserva un sex appeal pazzesco; insomma qui il ruolo le è stato cucito addosso con perizia sartoriale. Il film di Leitch è incalzante, cupo ed energico quanto la serie di John Wick, pervaso da una colonna sonora glam rock continuamente in sottofondo (inevitabile poi che si siano scene iconiche come l’inizio sulle note di Cat People o la fine su Under Pressure); perfetta l’ambientazione berlinese in un clima da ultimi battiti della guerra fredda, ottima la prova di James McAvoy.

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Atomic Blonde / 11 Settembre 2017 in Atomica bionda

Ho messo 8 per la fantastica colonna sonora.
Il film è un bel action movie dal sapore telefilm anni 80.
Godibile fino in fondo!!!!

Il voto sarebbe un 6.5 / 22 Agosto 2017 in Atomica bionda

Discreto spy-action tratto da una graphic novel.
Siamo nel 1989, pochi giorni prima della caduta del muro. Una spia brittanica, Lorraine Broughton (Charlize Theron), viene mandata a Berlino per recuperare una preziosa lista. Dovrà appoggiarsi al direttore della sede di Berlino, David Percival (James McAvoy). Ma Berlino è un nido di vipere e non ci si potrà fidare di nessuno.
Nonostante sia tratto da una graphic novel, il film non è troppo adatto a un pubblico minorenne: violenza e combattimenti (con piena vista di particolari “macabri” come un cervello esploso), una scena bollente tra Lorraine e un’agente francese (Sophie Boutella); non certo un film educativo. In sala però c’erano vari ragazzini; i genitori dovrebbero informarsi meglio sui film adatti a loro.
Il film è carino, interessante l’idea di far scorrere la storia sullo sfondo con notiziari che parlano dell’imminente caduta del muro mischiati alla finzione; ognuno agisce per i propri interessi o quasi, la violenza può esplodere in qualsiasi momenti. Molte scene d’azione con Charlize Theron che ne porta i segni, come già anticipato una calda storia d’amore e qualche intrigo.
Nel resto del cast da segnalare John Goodman nei panni dell’inviato della Cia, Toby Jones è il “capo” di Lorraine.

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Ghiaccio bollente / 20 Agosto 2017 in Atomica bionda

Una spy-story abbastanza convenzionale diventa il pretesto per Charlize Theron di dare vita a un personaggio che, dalla sua, ha un indubbio valore iconico e una presenza scenica tale da rendere quasi superfluo il racconto (ispirato alla graphic novel The Coldest City di Johnston & Hart). Il che può essere un elemento positivo o meno e può piacere o no: a conti fatti, nel complesso, la natura evanescente e quasi videoclippara del plot del film non mi è dispiaciuta e, dopotutto, da un certo punto di vista filologico, ben rientra nel mood della cornice del tempo, in cui, nonostante la divisione creata dal Muro, Berlino era il fulcro dell’Europa più stimolante e creativa dal punto di vista artistico e i giovani di (quasi) tutto il mondo apprendevano le notizie internazionali da MTV.

Fra doppi e quadrupli giochi, la splendida spia Lorraine (la Theron) si muove fra ambienti squatter e sofisticati locali illuminati da neon che farebbero la gioia di Refn, sfoggia eccellenti outfit bicromatici, un sangue freddo (anzi, ghiacciato) da androide e una sorprendente capacità di fare a botte e di trasformare ogni singolo oggetto che le capita a tiro in un’arma letale, sia esso un paio di scarpe col tacco a spillo o un pentolino per scaldare il latte. Insomma, Lorraine è il film e il film ha ragion d’essere solo in sua virtù: la protagonista racchiude in sé un universo action di cui lo spettatore viene a conoscenza in maniera molto frammentaria e questa avventura ne costituisce solo uno dei possibili e infiniti capitoli.

Le scene d’azione sono articolate, credibili nella loro reiterazione, perfino divertenti, come è giusto che sia in un film d’azione, e costituiscono il giusto supporto alla definizione del contesto lorraine-iano di cui sopra.
Quella girata durante la fuga con Spyglass (Eddie Marsan), composta da una lunga parentesi di ca**otti e ruzzoloni all’interno di un palazzo e da una corsa in auto, secondo me, è la migliore, per tempi e “modi” di rappresentazione.

Per quanto composta da brani che è davvero difficile non apprezzare, la colonna sonora è un po’ banale e, paradossalmente, forse troppo ricca, poiché in essa rientra praticamente qualsiasi cosa nota pubblicata in Europa fra la fine degli anni Settanta e la fine degli Ottanta, da Bowie ai Depeche Mode, passando per l’austriaco Falco e Nena di 99 Luftballoons.

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