Recensione su In guerra

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Il ritorno di Brizé al cinema politico / 5 Maggio 2021 in In guerra

A qualche anno di distanza da La legge del mercato (2015), dopo la parentesi in costume di Una vita (2016), Stéphane Brizé è tornato al cinema politico con il film In guerra , con cui ha rinsaldato il sodalizio artistico con l’attore Vincent Lindon.

Con un naturalismo à la Dardenne e un afflato degno di Ken Loach, formalmente, In guerra è poco più di un’inchiesta documentaria e giornalistica che mette in scena in forma drammaturgica vicende che, purtroppo, sono protagoniste della cronaca economica e nera di tutto il mondo.

A dispetto della messinscena volutamente essenziale e concisa, il film di Brizé è un lungometraggio emozionante sulle contraddizioni del liberismo economico, ben supportata dall’interpretazione intensa di Lindon.
Ciò che colpisce positivamente del film è la chiarezza che, senza mai sfociare nel didascalismo, evidenzia le dinamiche che, puntualmente, nascono in seno a un gruppo in lotta, rinsaldandolo o smembrandolo.

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