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Recensione su As Mil e Uma Noites: Volume 3, O Encantado

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Astenersi annoiati e annoiabili / 16 gennaio 2016 in As Mil e Uma Noites: Volume 3, O Encantado

La struttura del racconto-cornice delle Mille e una notte è il pretesto di Miguel Gomes e del suo “comitato centrale” (sceneggiatori, montatori e altro) per raccontare il Portogallo della crisi economica.
Il progetto è ardito, e ne è più interessante la genesi che non il risultato. Il film è infatti il risultato di un lungo lavoro di ricerca e giornalismo (è docu-fiction?): una selezione di storie vere prese dai giornali fra il 2013 e il 2014, raccontate direttamente oppure rimescolate in racconti nuovi (come quello della giudice che ho apprezzato nel Volume 2).
Il senso dei sottotitoli (L’inquieto, il desolato, e l’incantato) sono attributi del regista-narratore stesso (che è in scena nel primo volume, come livello metanarrativo superiore a quello di Shahrazad) e intendono una evoluzione del suo malessere attraverso le storie deprimenti dei portoghesi che ha scelto di raccontare.
Girato a luce naturale ma senza sapienza fotografica (di giorno sembrano filmini delle vacanze, specialmente le scene sulle isole; di notte non si vede niente), produce qualche pianosequenza suggestivo in carrellate o delle notevoli scene di massa, sia documentarie sia in posa; ma sono scene che risultano ancora più suggestive se si conoscono i retroscena produttivi (raccontati in lunghissimi commenti del regista, episodio per episodio, nei DVD).
Ancora più bizzarro è il libretto contenuto nel cofanetto DVD francese, che oltre a servire da guida alla visione delle sei ore e mezza di film, sta anche al gioco del film quasi come un’estensione della sceneggiatura (forse è stato scritto dagli autori stessi del film?).

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