Il mondo di Arthur Newman

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Il mondo di Arthur Newman

Nel tentativo di cambiare la propria vita, costellata da delusioni e fallimenti, Wallace adotta una nuova identità, quella di un tale, Arthur Newman, e si imbatte in Mike, una ragazza che, a sua volta, sta usando il nome di un'altra persona, in questo caso quello di sua sorella. Insieme, i due intraprendono un viaggio, durante il quale, spacciandosi per altre persone, occupano temporaneamente gli appartamenti di alcuni sconosciuti.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Arthur Newman
Attori principali: Colin FirthEmily BluntAnne HecheDavid AndrewsSterling BeaumonKristin Lehman, Nicole LaLiberte, Autumn Dial, Lucas Hedges
Regia: Dante Ariola
Sceneggiatura/Autore: Becky Johnston
Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Durata: 101 minuti

9 Ottobre 2013 in Il mondo di Arthur Newman

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Arrivare al punto di guardarsi allo specchio e non riconoscere più chi sei…
Così Wallace Avery raggiunge la consapevolezza di volersi suicidare e rinascere in una nuova vita, non la sua ma di un certo Arthur Newman, giocatore di golf professionista. Nel tentativo di fuga incontra Michaela con problemi anche lei familiari e di stabilità sia emotiva che sociale. I due affronteranno i loro problemi e forse li risolveranno.
Ma come mai Wallace Avery arriva a fare questo gesto?
Separato da una moglie non fredda, gelida e con un figlio che non conosce a causa del suo modo di essere. Ma anche se il suo carattere può sembrare distaccato, con l’arrivo di Michaela il suo modo di vivere cambia radicalmente. Allora la domanda sorge spontanea: se è bastata Michaela a farlo cambiare forse non è impazzito in precedenza ma chi gli stava vicino lo hanno distrutto ,magari senza volerlo.
Spesso chi ti è accanto ti condiziona la vita e ti porta a scelte non tue, non volute senza chiederti nulla. Sei solo un pupazzo da gestire.
Si accusa il gesto di Wallace ma la causa scatenante no.
Fare autocritica e chiedersi forse se qualche cosa poteva essere fatta non lo si fa mai.
Condividere scelte, parlare, aiutarsi, capirsi, questo è essere coppia altrimenti si è solo semplici idividui.
Ed è bene che questi stiano soli allora.
Tenersi alla lontana da queste persone. Il silenzio è dei colpevoli….
La compagna/moglie (in questo caso ex…) sa solo distruggere. Ma il figlio, anche se con il dolore dentro, vuole ritrovare quello che è suo padre perchè nell'”odio” lui desidera averlo vicino, più della madre (pensa te…).
Giudicare è facile, soprattutto quando si vuole vedere e si racconta solo un pezzo della verità.
“Sai qual’è la cosa più triste. E’ che una volta era un uomo molto in gamba…” 🙁
“Ti amo, Ilda… Come le stelle amano il cielo nella notte…” ;*
Film piacevole anche se, come ho già detto, superficiale su diversi punti.
Ma loro due sono molto bravi…
Promosso.
Ad maiora!

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16 Settembre 2013 in Il mondo di Arthur Newman

Di una banalità inenarrabile. Pretende di argomentare il problema dell’identità: lui si costruisce un doppio nuovo “Newman” appunto e incontra una ragazza doppia dalla nascita, rubano le identità di molti altri travestendosi in essi, il furto dell’identità è, ad un certo punto, così radicale che diviene il punto di non ritorno . Eppure la molteplicità dell’essere (già Wallace è tante persone insieme, padre, ex marito, compagno, lavoratore, ex atleta, sognatore, come tutti noi) e la difficoltà di mantenere una coerenza in quello che si è risultano decisamente buttate lì senza approfondimento alcuno, con un insieme di coincidenze che sfidano la sospensione della credulità.
Per noi italiani vedervi un abbozzo di un novello Mattia Pascal è automatico, ma dov’è la coscienza dell’impossibilità di crearsi una nuova identità al momento in cui si sparisce? Dov’è l’ansia di far coincidere ciò che si sente da ciò che è percepito dagli altri, che l’essere è l’essere con (inevitabilmente)? Dov’è la sconfitta nel voler essere altro in un mondo che vuole pubblica coerenza? (giusto google riassume il tema di una intelaiatura sociale che vuole raffronti, vuole un passato, una storia, e qui l’ingenuità di Newman è apocalittica, il doppio virtuale oggi è molto semplice da costruirsi)
Non ho capito perché l’abitare le case di altri e soprattutto l’indossarne gli abiti, l’assumerne i nomi sia circoscritto solo al fare sesso (a favorirlo in un certo qual senso).
Sottile moralina finale per cui la responsabilità comunque comanda.

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6 Settembre 2013 in Il mondo di Arthur Newman

Un uomo sull’orlo del fallimento decide di fingersi morto e di ricominciare con una nuova identità fuggendo dalla compagna, dal figlio e da tutti i suoi fallimenti. Durante il viaggio conoscerà una donna piena di problemi che si unirà a lui.
Una persona irresponsabile che pensa che fuggendo i problemi spariscano….invece, almeno nel film, il protagonista ha quasi una coscienza e torna indietro.

Il figlio: “Quando ne avevo bisogno mi ha dato 0 adesso che non ne ho più mi da 10. Io non lo capisco.” Nessuno li capisce….è solo una questione di comodo e di puro egoisto.

“Hai presente quello slancio che sente ogni genitore? Io ho sentito solo gocce, gocce, gocce….nn è mai arrivata quell’ondata, quella roba che ti scoppia dentro. Perciò se mi chiedi se c’è qualcosa che non va in me….si.” Si c’è molto che non va ma almeno lui prova qualche goccia….c’è chi non prova nulla ma vuole far credere agli altri di essere pure un buon padre….quando fa finta che il figlio scomodo non esista.

Colin Firth è molto bravo ma il film non decolla mai e a tratti risulta noioso….solo per lui 5.

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30 Novembre 2012 in Il mondo di Arthur Newman

Della serie le bugie hanno le gambe corte ma a volte ti atterrano e ti calpestano.