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Recensione su Arrival

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Fantascienza inusuale, risultato ottimo / 20 agosto 2017 in Arrival

Altra grande prova di Dennis Villeneuve con questo film che propone una storia di primo contatto con un popolo extraterrestre, che però si evolverà in una maniera alquanto insolita eppure convincente. La protagonista è Louise Banks (Amy Adams), esperta linguista, che viene contattata dal colonnello Weber (Forest Whitaker) quando sulla Terra compaiono dodici gigantesche astronavi, chiamate “gusci”, in varie parti del mondo: lo scopo della task force, nella quale c’è anche il fisico Ian Donnelly (Jeremy Renner) è quello di riuscire a capire il motivo dell’arrivo degli alieni, ma stabilire un contatto con la strana e misteriosa razza aliena è tutt’altro che facile. Gli sforzi dei protagonisti producono piano piano delle risposte, ma con il mondo nel caos, e varie nazioni pronte ad attaccare gli alieni, il tempo stringe e c’è bisogno quanto prima di riuscire a trovare le risposte che servono. Fin qui tutto direi quasi “tradizionale”, ma poi, come è già capitato in altre opere di Villeneuve, la situazione si evolve in un modo del tutto inaspettato, se vogliamo anche piuttosto lontano dai canoni della fantascienza classica, ma alla fine tutto funziona bene: Villeneuve dietro la camera sembra una sicurezza (e speriamo che sia così anche per Blade Runner, non vorrei sbagliare), il cast funziona veramente bene, e, sotto un punto di vista visivo, la realizzazione è semplice eccellente. Come da titolo, evoluzione strana, ma d’effetto. Bravo ancora a Villeneuve.

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