Recensione su Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento

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19 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Sono andato decisamente troppo al cinema negli ultimi tempi, per il fatto che mi sembrava che ci fosse un sacco di roba da vedere. Ecco, alla fine quello che c’era di meglio è questo, l’ultimo film che esce dal cilindro di Miyazaki e studio Ghibli, anche se lui ne cura solo la sceneggiatura, lasciando la regia ci si immagina a un discepolo so’. Un sacco di film peggiori, e questo quasi lo bucavo, mi vergogno profondamente, ecco. Arrietty è una prendinprestito, degli esserini alti un dito che vivono nascosti sotto le case degli umani, a cui rubano il poco che gli serve per vivere. Quando nella casa arriva Sho, un ragazzino che sta per essere sottoposto a una seria operazione al cuore, Arrietty, nonostante il divieto paterno, finirà per fare amicizia con lui, mentre l’antagonista è rappresentata dalla vecchia governante della casa ossessionata nel dar la caccia a questi “gnomi”.
Il mondo finitamente piccolo di Arrietty e l’ingegno, che i prendinprestito usano per muoversi in quello grande degli umani, sono stupefacenti e meravigliosi, quanto pieni di rischi e di esseri viventi. La cura del dettaglio, le gocce d’acqua, le foglie, i chiodi, e le formiche che prendono un granello di zucchero a testa, tutto ha una poesia oltre che una funzione per questi esserini, i quali basano la loro esistenza sul riutilizzo in modo alternativo di quello che trovano. Dall’altro lato c’è la descrizione del rapporto tra Arrietty e Sho, con un accrescimento della fiducia reciproca che portano entrambi, a modo proprio, a rischiare la vita per l’amico/a. Grande il gatto, che prima se la vorrebbe magnare e alla fine diventa un amicone.
Siete andati al cinema a vedere un sacco di merda? Avete cannato, desolato, dovevate andare a vedere questo. É anche quello dove sono andato in monociclo.

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