Recensione su Il valzer del pesce freccia

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11 novembre 2011

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ovvero quando Johnny Depp era un attore e non un pupazzetto. Comico ed intelligente, giovane e acuto, sognatore e innamorato. Un personaggio perfetto per un attore che in quel periodo della sua carriera ci ha regalato alcuni dei ruoli più belli di un cinema indipendente e fuori dagli schemi classicamente hollywoodiani (oltre a questo mi viene in mente “Don Juan De Marco”, “Paura e Delirio a Las Vegas” e “Edward mani di forbice”).
Qui interpreta un giovane che non vuole abbandonare i sogni della sua infanzia per transitare nella fase adulta della sua vita. Questo è un film sulla potenza del sogno come via di fuga dalla realtà e sulla necessità di vedere il mondo con gli occhi trasognanti di un ragazzo per apprezzarne la bellezza. Il pesce guida che appare ripetutamente durante il film dovrebbe essere una sorta di bianconiglio da seguire, ma Axel, che sa quanto di doloroso e malvagio ci sia al mondo, non vuole, non può abbandonare i suoi sogni e diventare uno dei tanti “venditori di auto”. Solo la morte di Grace sancisce il definitivo passo verso un universo più freddo e duro.
Azzeccata la musica e indovinate molte delle sequenze che Kusturica utilizza (la riproposizione dell’inseguimento con l’aereo tratta da “Intrigo Internazionale” messa in atto da un grande Vincent Gallo, la seuqenza finale con un indimenticabile Jerry Lewis).
Molto bravo il cast che, oltre ai già citati Depp, Gallo e Lewis vede anche Lily Taylor in una veste molto ammaliante e una sorprendente Faye Dunaway.
Insomma una commedia adulta, che vale la pena vedere, se non altro per ricordare che Johnny Depp sapeva fare film oltre che fare il pirata.

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