Recensione su Argo

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4 marzo 2013

Questo di Affleck è un gran bel film, tiene alto il filo della tensione fino all’ultimo senza versare una sola goccia di sangue. Lodevole: per il genere in sè, per il feroce contesto storico e soprattutto per l’opportunità non sfruttata di fare un po’ di propaganda “vecchia scuola” contro l’Iran odierno di Ahmadinejad: quale altro regista avrebbe desistito dal mostrare almeno un po’ di tortura, visto che le condizioni c’erano tutte? Eppure, Affleck tira fuori un personaggio quasi timido, in fondo realmente antieroico (pur con tutti i crismi dell’agente incompreso, con difficile rapporto famigliare, etc), e ci tiene ‘dentro quel pullman’, non ci dà in pasto alla folla strepitante. Argo ti tiene in bilico fino all’ultimo minuto, e anche alle ultime scene continui ad aspettarti un’esplosione, una raffica di mitra, un colpo di scena che possa tradire il realismo di questa pellicola. Come nella realtà, questo film è un’ operazione difficile, ma pulita e riuscita bene.
Se poi mi chiedete: “Ma allora l’Oscar lo meritava davvero?”, io vi rispondo senza ombra di dubbio. Lincoln di più, molto di più.

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