La frode

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La frode

Robert Miller è un magnate sessantenne intenzionato a vendere a una banca il suo impero commerciale prima che emergano tutte le frodi a esso collegate e di cui la sua famiglia è ignara. Un imprevisto costringe Miller a trovare una scappatoia fra criminalità, polizia e lavoro.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Arbitrage
Attori principali: Richard GereSusan SarandonTim RothBrit MarlingMonica RaymundNate Parker, Bruce Altman, Laetitia Casta, Chris Eigeman, Larry Pine, Reg E. Cathey, Stuart Margolin, Graydon Carter, Curtiss Cook, Tibor Feldman, Austin Lysy, Gabrielle Lazure, Shawn Elliott, Sophie Curtis
Regia: Nicholas Jarecki
Sceneggiatura/Autore: Nicholas Jarecki
Colonna sonora: Cliff Martinez
Fotografia: Yorick Le Saux
Costumi: Joseph G. Aulisi, Danajean Cicerchi
Produttore: Justin Nappi, Laura Bickford, Robert Salerno, Kevin Turen, Lisa Wilson
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 100 minuti

Gran bella sorpresa / 8 Settembre 2017 in La frode

Richard Miller (un Richard Gere veramente convincente, una volta tanto, almeno per me) è milionario che sembrerebbe vivere una vita perfetta: è arrivato ai sessant’anni, sposato (la moglie è Susan Sarandon), ha dei figli -la femmina lavora anche nella sua azienda, che tra l’altro sta per vendere per ulteriori milioni- e riesce anche ad avere una relazione con una giovane artista francese (Laetita Casta). Una sera però, i due sono in macchina, Miller ha un colpo di sonno e provoca un incidente nel quale la donna muore. Lui riesce a scamparla alla bell’è meglio e pure ad incendiare l’auto ed il cadavere. Purtroppo per lui però sulla scena arriva il detective Bryer (Tim Roth), che capisce subito che c’è qualcosa che non va nell’incidente. L’indagine su Miller, prontamente beccato, porta, anche tramite scoperte della figlia, l’uomo sempre più in difficoltà: la sua azienda infatti è stata autrice di una pesantissima frode per truccare un enorme perdita. Per Miller, che farà di tutto per salvare la faccia, l’azienda e il rapporto con la famiglia, inizia un vero incubo, braccato dalla polizia e dalla famiglia sempre più sospettosa. Davvero un bel thriller insomma, questa opera di Jarecki, che mescola bene elementi drammatici, polizieschi e legali, oltre che, soprattutto personali. Trama magari non orginalissima ma che si svolge sempre in modo serrato e coinvolgente, grazie anche al cast: come detto Gere, che in genere non amo, qui mi convince molto, ottimamente calato nel ruolo, così come grossomodo tutti gli altri, tra i quali spicca naturalmente anche Tim Roth, sempre un piacere da vedere in azione.

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Avrei voluto dargli un voto più alto… / 28 Ottobre 2013 in La frode

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

… soprattutto al grande Richard che, a dispetto di chi lo trova invecchiato e addirittura botulinizzato, ha recitato in maniera eccellente e sempre accompagnato dal suo raffinatissimo fascino.
Però la pellicola ha le sue lacune ed inoltre la trama è trita e ritrita.
SPOILER: la scena dell’incidente è a dir poco ridicola e stridente! Ma dove si è mai visto uno che, super “ammaccato”, esce dall’auto in tre secondi e come se nulla fosse telefona e poi addirittura torna a casa e si infila nel letto? Cavolata immensa.
Il finale, e qui mi pare che siamo tutti o quasi concordi, è deludente, inutile, troppo a casaccio.

Stendo un velo pietoso sulla “recitazione” di L. Casta, mentre alla Sarandon non è stata data la possibilità, visti i pochi interventi, di dare l’ennesima prova della sua bravura recitativa,

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6 Maggio 2013 in La frode

Punti di partenza simili ma sviluppi diversi. I film dei Jarecki vogliono sviscerare il disagio ed evidenziare il fallimento del modello della socirtà americana, ma se Andrew in Love and Secrets non convince e smarrisce il filo di una storia piuttosto convenzionale, Nicholas con La frode centra il bersaglio.
Il film è ben realizzato e significativo. Il crollo dell’impero di un uomo freddo e avaro viene sottolineato momento per momento da un climax di situazioni a cui il protagonista cerca di porre rimedio con l’unica arma che conosce e che sancisce la sua stessa involuzione psichica e morale. Il denaro. Quel denaro che ha accumulato per una vita e che più ci avviciniamo alla fine e più perde significato e.. potere.
Splendido Richard Gere. Interpretazione magistrale, di certo la migliore dai tempi di Identikit di un delitto e buona anche la regia del giovane Nicholas Jarecki. La sceneggiatura rivela qualche leggerezza (o semplificazione…) sul finale ma il film racconta il collasso di un sistema e risulta decisamente in linea con il momento storico.

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Parte bene, ma…. 5! / 25 Aprile 2013 in La frode

Un thriller di alto rango che sembra partire bene, nonostante il poco carismatico Gere che cerca in tutti i modi di tenere alta la tensione… il film scivola presto nella banalità, si segue la vicenda con lo stesso interesse di chi sa già come andrà finire…a proposito: finale proprio deludente, buttato là senza motivo!

Una bella riflessione / 15 Aprile 2013 in La frode

“Che prezzo ho io come persona?” Questa è la domanda. Questo è il sunto finale della riflessione che il film ci ispira. Ma non si limita a buttare giù spunti senza cercare di approfondirli: il gioco del potere è un bel gioco, se si è disposti a giocarlo da soli. Il denaro, il sesso, l’evasione, la frode e l’omicidio sono collegati da fili rossi come il sangue. Eppure qualcosa sfugge alle regole, evade la legge. Il denaro. E allora fino a che punto ci è permesso di giocare, se quando l’intrigo schiarisce ci rendiamo conto che non si vince mai veramente? E il meccanismo contorto, contraddittorio ma non condannabile di scendere a compromessi, di salvare la famiglia facendo giustizia silente, pacata, dignitosa ma in realtà lassista. Così è l’uomo. L’affare è concluso, non si torna indietro, e se i soldi erano sporchi ce li teniamo uguale, pur che siano soldi. E se i potenti cadono, che cadano nella gloria, sotto gli applausi e tacitamente, ritirando ancora un altro premio.

Regia umile ma esatta. Attori bravi, cupi nel loro impegno. Sceneggiatura solida, sa quel che dice e lo dice bene, mai risparmiandosi.

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