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Recensione su Arancia meccanica

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Una metafora perfetta / 25 gennaio 2013 in Arancia meccanica

Passato, presente e futuro. Questo film sembra racchiudere molte cose.

Alex DeLarge è un giovane con una spiccata intelligenza, un’avversione verso le regole e le leggi della società e un amore folle per l’ultraviolenza – come la chiama lui.

I Drughi, di cui è il capo, sono una piccola banda criminale – se così possiamo definirla – che condivide le stesse passioni e la stessa avversione nei confronti della società. Completamente antisociali, questi ragazzi si divertono a devastare, violentare e derubare.

Durante il corso della storia, dunque, il regista ci racconta della vita di questo ragazzo, facendoci vivere la sua routine.

Il tutto è ambientato in un futuro che, probabilmente, rappresenta la nostra società odierna, quella del passato e perfino quella che sarà in futuro.

Questo è un film senza tempo, poiché i fatti narrati non saranno mai estranei al contesto in cui viviamo, abbiamo vissuto o vivremo.

L’ambiente in cui vive Alex sembra totalmente devastato; surreale questa Londra in cui vive. I personaggi sono ambigui, psichedelici, fuori dalle righe.

Tutto in questo film è eccentrico, surreale.

Alex è eccentrico tra gli eccentrici, rappresenta l’ambiente che lo circonda, nonostante i colori monocromatici dei suoi abiti e la sua passione per “Ludovigo Van”. Lui è un Outsider, una mente brillante, così astuto e, se vogliamo, geniale, tanto da riuscire ad infinocchiare molte persone – tra queste i genitori e i suoi stessi Drughi.

Alex è un leader, in tutto e per tutto, e un dittatore. E’ estremista nel suo modo di fare, violento, ma anche molto pragmatico in un certo modo.

“E d’un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione” come dice lui. Questo viene messo anche in pratica, lui prende ciò che vuole senza chiedere e senza pensarci, affidandosi all’ispirazione e utilizzando la violenza.

Questo film racchiude un messaggio importante, è una critica che Kubrick fa alle nuove generazioni, le accusa in qualche modo. Ci fa capire che, per queste, l’unico modo per ottenere sta nel prendersi le cose con violenza e prepotenza, senza chiedere.

Non esclude ovviamente la società, descrivendola in egual modo. Persone che combattono la violenza con altra violenza, che si impongono – possiamo notarlo dal modo in i medici tentano di sedare e migliorare il comportamento di Alex.

In questo modo, la società cerca di combattere il suo stesso essere, quindi non può apportare un cambiamento né può impartire un insegnamento.

Inoltre, Kubrick critica anche il modo in cui la società utilizza il corpo della donna. Un oggetto, per l’appunto, nient’altro che quello.

Personalmente, penso che il messaggio sia arrivato a destinazione, e continui ad arrivare anche attualmente. Per questo dico che è un film senza tempo, le sue tematiche saranno sempre e comunque forti, il suo messaggio sarà sempre chiaro.

Essendo appassionata d’arte, ho adorato l’estetica di questo film, i richiami alla Pop Art e Mondrian, i colori sgargianti ed eccentrici. Penso che le scenografie e i costumi siano eccezionali, tutto fatto molto bene ed in tema con l’opera.

Inoltre, devo anche dire che questo film non mi ha delusa per niente, né la prima né l’ultima volta che l’ho visto. Quello di Burgess è uno dei miei libri preferiti, ma più riguardo il film e più lo trovo in perfetta linea con la storia. Kubrick ha reso, su pellicola, esattamente il contesto che immaginavo.

Poi, adoro i continui riferimenti sessuali, nonostante tutto non si cade mai nel volgare, anche se ce ne sarebbe più volte la possibilità. Anche il nudo, in quel film, è arte, come in tutti gli altri film di Kubrick, e sfido chiunque a dire il contrario.

La recitazione è sorprendente, tutto è come deve essere, nulla stona né fa storcere il naso. Il film è godibilissimo, non annoia mai, le immagini sono scattanti e coinvolgenti, le inquadrature rendono bene e così anche il montaggio.

In conclusione, credo che sia la metafora perfetta della nostra società e una grande opera. L’ho visto talmente tante di quelle volte che non riesco più a contarle, ma ogni volta è come se fosse la prima.

42 commenti

  1. hartman / 25 gennaio 2013

    Io trovo che rispetto al libro di Burgess Kubrick si sia discostato non poco e la cosa è evidente soprattutto nel finale, che Burgess rende decisamente più buonista.
    Ad ogni modo, sempre a mio modesto parere, è uno di quei pochi casi in cui un film supera (e di molto) il libro da cui è tratto.
    Di solito non è così, ma in A Clockwork Orange tutto è dosato perfettamente e l’estetica delll’immagine e soprattutto del suono raggiungono vette che la fantasia di chi legge il libro non può raggiungere (e solitamente la fantasia di chi legge è l’arma in più che porta l’opera letteraria a superare sempre o quasi quella cinematografica)

  2. henricho / 25 gennaio 2013

    Burgess rende più buonista il finale? questo non me l’aspettavo. Non ho letto il libro ma ricordo di aver dato uno sguardo ad un articolo di giornale qualche mese fa in cui si spiegava che la genesi di Arancia Meccanica sta nel “trauma” di Burgess che ha visto violentare la moglie da una banda di rapinatori. lei non ha superato lo shock e, se non ricordo male, si è suicidata. Mi pare dicessero che il libro è stata una forma di catarsi…tralaltro Burgess aveva preparato una suan sceneggiatura che Kubrick aveva rifiutato…pensavo che fosse ancora più cruda visti i retroscena…..

    • hartman / 25 gennaio 2013

      Infatti @enricho se mai leggerai il libro ci rimarrai decisamente di stucco perchè c’è un vero e proprio finale redimente/buonista che fino a poche pagine dalla fine è difficile anche solo immaginare (ancora di più se leggi il libro dopo aver visto il film)..
      bisogna precisare che questo finale buonista c’è solo nell’edizione inglese e in quella italiana, ma non in quella americana.. le teorie sul perchè di ciò sono le più varie:
      – per il mercato americano forse il finale buonista era noioso e controproducente (per le vendite)
      – forse il finale buonista l’ha voluto l’editore per non rendere eccessivamente cinico il romanzo
      – forse è lo stesso autore che ha deciso di inserirlo per evitare eventuali censure…
      è un finale che stona clamorosamente con quanto precede e di questo ne parlò anche lo stesso kubrick:
      “Esistono due versioni del romanzo, ma io ho letto quella che contiene un capitolo in più solo dopo aver lavorato per molti mesi alla sceneggiatura. Sono rimasto sorpreso, perché non c’era alcun rapporto con lo stile satirico del resto del libro; credo che l’editore sia riuscito a convincere Burgess a chiudere con una nota di speranza, o qualcosa di simile. Sinceramente, quando ho letto quell’ultimo capitolo non potevo credere ai miei occhi. Alex esce di prigione e torna a casa. Uno dei ragazzi si sposa, l’altro sparisce, e alla fine Alex decide di diventare un adulto responsabile”

      • hartman / 25 gennaio 2013

        ho sbagliato la menzione @enrico

        • Naima / 25 gennaio 2013

          Io non penso che sia del tutto corretto, va contestualizzata la cosa.
          Il finale di Burgess, a mio parere, non è così buonista. Certo, alla fine Alex parla di un ipotetico figlio e di un’ipotetica moglie (tutte cose che si prospetta per il futuro), ma sembra soltanto una cosa di facciata, la sua essenza resta quella, non è affatto cambiato. Il messaggio di Burgess è proprio questo: in ogni caso, è impossibile cambiare la natura delle cose. Alex è nato per essere un villain e così sarà sempre.
          Ovviamente, nel finale di Kubrick non vengono menzionati i suoi progetti futuri in modo dettagliato, ma io penso che la scena di chiusura sia molto evocativa e, dunque, Alex non sta come suo solito stuprando e usando violenza contro qualcuno, ma sta avendo un rapporto sessuale, se vogliamo, quasi normale (a parte per le persone intorno a lui e la ragazza).

          Onestamente, io ho letto prima il libro (la prima volta l’ho letto a 14 anni) quindi sono perdutamente innamorata di quello, non sono sicura che sia del tutto corretto dire che il film abbia superato il libro. O, almeno, io non la penso così. Ovviamente, ognuno ha la propria opinione, per cui non mi metto a discutere su questo.

  3. yorick / 25 gennaio 2013

    oddio, il finale di Burgess NON è buonista, anizi: Kubrick è molto più razionale di Burgess, e infatti il film avrebbe potuto finire con il salto di Alex. Kubrick pasticcia, e trova un capro espiatorio (il potere), ma Burgess no, il suo finale è distopico, pieno d’ansia, e va al di là del soggetto di “Arancia meccanica” per inglobare un argomento più grande, ovvero il futuro, che sarà addirittura peggiore del presente.

  4. hartman / 26 gennaio 2013

    @naimadahmer concordi con uno che ha scritto “kubrick pasticcia” e che ha appena dato voto 2 al film a cui tu hai dato 10?

    • Naima / 26 gennaio 2013

      No, concordo sulla sua opinione riguardo al libro. ” il finale di Burgess NON è buonista, anizi: Kubrick è molto più razionale di Burgess, e infatti il film avrebbe potuto finire con il salto di Alex. ” per citare le sue parole.
      Il film non può assolutamente considerarsi superiore al libro, se mai li possiamo mettere sullo stesso piano. Il libro di Burgess è un ottimo libro, il film di Kubrick è un ottimo film.
      Inutile stare a paragonare le due cose, anche perché un film e un libro non sarebbero mai paragonabili, si sta facendo un confronto che non può esistere. Sì, io penso che non esista confronto logico tra scrittura e immagini, le sensazioni che trasmettono sono totalmente diverse.

      Inoltre, se proprio dobbiamo dirla com’è, sono poche le volte (se non inesistenti) che mi trovo a concordare con quello che scrive @yorick ahah non gli sta mai bene un ca**o e, ovviamente, i nostri gusti solo del tutto differenti. Quindi, lasciami concordare almeno una volta (e solo per una frase) con lui, visto che a rigor di logica è questa l’unica volta che mi capiterà di dargli ragione.
      E non sentirti offeso, yorick, sono una persona scherzosa! ahah

      • yorick / 26 gennaio 2013

        sensata @naimadahmer, la rarità delle volte con cui si ritrova a concordare con me è frutto del fatto che o raramente legge quello che scrivo o raramente è in sè quando legge quello che scrivo o raramente si ritrova refrattaria a rarificare la ritrosia verso la Vera Verità (Che poi sarei Io, ovvio).

        sensitivo @hartman, Le faccio presente che, almeno una volta nella vita, chiunque ha voglia di avere ragione, e naturalmente ciò è possibile solo concordando con me.

        • Naima / 26 gennaio 2013

          @yorick Io, invece, sono ancora stupita dal fatto che ti ostini a commentare le mie recensioni. Quindi mi chiedo se è perché scrivo più cazzate di tutti o è perché le argomento, le mie cazzate (ovviamente, tengo a palesare il sarcasmo, in tempi di incomprensione è sempre meglio farlo. Non penso di scrivere cazzate, tutt’altro, ma ho la vaga sensazione che sia tu a pensarlo). Hai una risposta per me?

          Ps: Le leggo le tue recensioni e pure spesso, ma dato che sono per il ’vivi e lascia vivere’, non mi permetto di criticare ciò che scrivi, né di offenderti in qualche modo. E poi, direi che – per qualche strano motivo che mi sfugge – argomenti sempre bene ( se pur in modo estremamente contorto e oggettivamente soggettivo) il tuo malcontento e disprezzo verso film, regista e chi più ne ha più ne metta.

          • yorick / 26 gennaio 2013

            Be’, @naimadahmer, a parte che le mie recensioni sono perfette, comunque mi pare palese che il sistema di Nientpopcorn si basi su recensione-commento, quindi apprezza anche le critiche (che non ti ho mosso, mai) se decidi di postare una recensione, anche perché, in questo contesto, il “vivi & lascia vivere” significa solamente “sbaglia & lascia sbagliare”, e commentare/criticare significa approfondire, confrontarsi, rispettare il prossimo. Grazie al cielo ci sono i commenti! Grazie al cielo ci sono le critiche! Come bene osservò Pessoa, “imperfetta è ogni cosa, e non c’è tramonto così bello che non potrebbe essere ancora più bello”. In sostanza, semmai ti criticassi, significa che sarei un tuo benefattore.

  5. hartman / 26 gennaio 2013

    Mi sono andato a rileggere il capitolo finale del libro di Burgess.. Fatico a non vederci del buonismo, un tentativo di rassicurare il lettore, che stona completamente con il resto del romanzo… Che poi questo capitolo sia stato inserito solo in alcuni Paesi é la riprova che probabilmente fu un intervento editoriale per rendere meno crudo il libro.. Però diamine, Pete si sposa, diventa un assicuratore e passa il tempo con i giochi di societá.. Alex pensa a metter su famiglia e non dá alcuna idea di mentire mentre lo pensa.. É assolutamente sincero.. Che poi ci sia comunque una generale diffidenza verso il futuro, quello é un altro discorso, ma non rende meno redentivo/buonista il finale..

    • Naima / 26 gennaio 2013

      Beh, dipende dai punti di vista. In ogni caso, Burgess ti fa comunque capire che è impossibile cambiare la natura delle cose, Alex è esattamente quello che è e sempre sarà così, inutile tentare di cambiarlo o modificarlo.
      Inoltre, allora, si può dire lo stesso del finale di Kubrick, data la scena di sesso evocativa che precede i titoli di coda, o almeno è così che l’ho intesa io. C’è da dire che è anche vero che le persone recepiscono messaggi in modo del tutto differente e soggettivo, quindi potremmo stare qui a discutere su questa cosa fino a domani, visto che tu hai argomentato le tue ragioni ed io le mie.
      Però, come ti ho già detto, a ognuno il suo punto di vista.

      Purtroppo, con rammarico, ho notato che su questo sito si tende ad essere un po’ snob e a voler rendere legge la propria opinione (non è il tuo caso, ovviamente, dato che non mi hai mai offesa e hai argomentato benissimo la tua opinione, creando una discussione piacevole), offendendo anche gli altri se è necessario. Dato che non tollero comportamenti del genere, né mi sono mai permessa di comportarmi in modo sgarbato con chi non la pensasse come me, ti dico che a me sta bene la tua opinione e mi fa piacere che ne abbiamo discusso, ma non la penso uguale e non credo cambierò idea. Tutto qua.

    • yorick / 26 gennaio 2013

      Non vorrei passare per il post-marxista di turno, ma davvero, @hartman, l’imborghesimento dei personaggi nel finale è sintomatico di una ritrovata fiducia verso se stessi, la società &cc.? A me sembra più una resa…

      • hartman / 26 gennaio 2013

        Sono d’accordo sul fatto che possa essere interpretato anche come una resa, chi di noi non si é arreso agli impeti giovanili con il passare degli anni? (De André dixit: “si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”).. ma mi pare comunque che anche così possa definirsi un finale buonista rispetto a quello kubrickiano dove Alex prende tutti per il culo fino alla fine facendo finta di esser guarito..

        • yorick / 26 gennaio 2013

          @hartman, de André dice anche “mangè mangè, nu sèi chi ve mangià”. Il punto è che quelli di Alex non sono impeti giovanili: Alex è stato creato dal “sistema”, non è una sua cellula impazzita. Quello che Kubrick non mette in evidenza sono i dispositivi del potere per disciplinare l’individuo, e del resto tutta la morale del potere è una morale militare, ma non nel senso coercitivo del termine: il potere include, non esclude. E l’individuo è incluso nella realtà nel momento in cui, appunto, mangia la cimma senza prepararla. Alex, alla fine, fa parte della “solitudine della massa”, come titolava un classico della sociologia: e questa è una sconfitta, a mio vedere.

  6. hartman / 26 gennaio 2013

    D’accordissimo.. Ma del resto é giusto che ognuno abbia le sue opinioni e che le esprima liberamente, creando discussioni che reputo interessanti, come quella suscritta..
    Certo, poi é umano cercare di spiegare e argomentare la propria opinione, cercando il consenso.. L’importante é che si usi sempre l’arma dell’eloquio e mai quella dell’insulto, per caritá! Ma come hai ben detto tu non é stato questo il caso..
    Anche sulla scena finale di A.M. io ci vedo una presa in giro dei benpensanti, con Alex che si prende gioco di chi lo ritiene “guarito”.. Ma il bello di film magistrali come questo, la loro forza, é proprio che si prestano a 1000 interpretazioni, tutte valide ed utili..

    • Naima / 26 gennaio 2013

      Benissimo! Mi ha fatto molto piacere discutere con te, spero ci sia di nuovo occasione di parlare!

  7. Stefania / 26 gennaio 2013

    Mi è venuta voglia di leggere Burgess 😉

  8. Naima / 26 gennaio 2013

    @yorick Affatto, più che benefattore direi che ti limiti a dettare legge. “Questa è la mia suprema opinione e non va contestata” è questo il sunto di ogni tua recensione, né più né meno.
    Più che altro, non accetto le critiche non costruttive, che non portano a nulla. Con @hartman ho avuto un interessante e civile conversazione, cosa che mi sembra impossibile avere con te, non che non ci provi (pensa che, assurdamente, mi sei pure simpatico) è che proprio mi sembra di parlare con un muro. Ma questo non mi succede solo con te, tranquillo, ma anche con altre due o tre personcine simili qui sopra.

    L’unica cosa che mi viene da pensare è che: o non hai senso dell’umorismo (dato che sei molto acido e scontroso la maggior parte del tempo – e la cosa mi indispettisce, visto che non tollero persone più acide di me – e non sai distinguere un commento scherzoso da uno serio) o scopi poco (questo spiegherebbe la tua ineguagliabile acidità). Ovviamente, paleso ancora una volta il fatto che io stia scherzando, magari è la volta buona che riesci a scherzare su qualcosa anche tu. Per me ti prendi troppo sul serio, e prendi troppo sul serio anche gli altri. Rilassati un po’!

    • yorick / 26 gennaio 2013

      dunque, @naimadahmer. facciamo il punto della situazione. Usiamo un semplice sillogismo di prima figura.

      Premessa maggiore. Io sono acido.
      Premessa minore. Chi è acido scopa poco.
      Conclusione. Io scopo poco.

      Ci può stare. Però, così, ne risulta un secondo sillogismo.

      Premessa maggiore. Tu non sei acida.
      Premessa minore. Chi non è acida scopa molto.
      Conclusione. Tu scopi molto.

      Ora, il Devoto-Oli potrebbe venirmi in soccorso, visto che sto cercando disperatamente un lemma per definire una donna che scopa molto, ma non credo che ne valga la pena per due semplici ragioni: (1) potresti pensare che non consideri il DeMauro il più grande linguista che abbiamo avuto in italia, (2) “il significato è un sasso in bocca al significante”.

      • Naima / 26 gennaio 2013

        Oh, mi piace questo gioco. Userò anche io dei sillogismi, dunque.

        Premessa maggiore. Tu sei L’ACIDO per eccellenza.
        Premessa minore. Chi è all’estremo non riesce a capire chi, invece, sta nel mezzo.
        Conclusione. Tu non mi trovi acida perché sei l’emblema dell’acidità fatta persona, non hai eguali né superiori.

        E questo, ovviamente, ci porta ad un secondo sillogismo, come nel tuo commento sopra.

        La parola che cerchi è “troia” o “meretrice zozza” se preferisci.

        Premessa maggiore. Tu, sconosciuto, stai offendendo la mia persona senza conoscermi (cosa che io non ho fatto, invece, poiché ti ho dato dell’acido per quello che scrivi e non per altro).
        Premessa minore. A mia personale opinione, solo le persone stupide si tirano fuori da una conversazione, se vogliamo, scherzosa e amichevole in un modo così poco delicato e offensivo.
        Conclusione. Sei stupido, se bene molto acculturato.

        Con le persone stupide non ci parlo, fino a prova contraria, ho molti pregiudizi a riguardo e poca pazienza nello spiegare le cose.

        Però, data la mia innata positività, spero ancora in un qualche tipo di umorismo da parte tua, e spero che tu l’abbia manifestato nel commento qui sopra. In caso contrario, mio caro, credo che la conversazione possa finire come è iniziata, a parte per il “Vaffanculo” da parte mia che ne seguirà.

        • Naima / 26 gennaio 2013

          Ah, ultima cosa, chiedo perdono per aver usato la parola “acculturato”, meglio “colto” nel tuo caso.

          • yorick / 26 gennaio 2013

            Tutto questo – entimemi sbagliati, sillogismi mal architettati, termini medi inesistenti – per dire che non capisci niente di Aristotele, @naimadahmer?

  9. LOTTA NEL FANGO…LOTTA NEL FANGO..LOTTA NEL FANGO… :b

    PS: cristo santo @yorick, mi hai proprio rubato il mestiere…non mi resta che passare il resto della mia vita in una caverna 🙁

  10. Naima / 26 gennaio 2013

    @yorick Perdonami, non sono onnisciente come te, purtroppo. Ho venti anni e tanta voglia di imparare e mi sono imbattuta poche volte in Aristotele durante la mia breve esistenza, per cui mi trovo a darti ragione – riguardo la filosofia e quello che ne compete sono decentemente istruita, ma non quanto basta.

    Ah, e per inciso, non scopo tanto, dato che per gli uomini sono come “un dito al culo, col brecciolino e il sale grosso, così prima te sgraffia e poi te brucia” (come direbbero a Roma), quindi mi trovo a capirti e compatirti quasi, se vogliamo. Purtroppo la frustrazione sessuale mi porta ad avere discussioni inutili, da cui non posso trarre insegnamento, su un sito internet (esattamente quella che stiamo avendo in questo momento).
    Ma ti ringrazio, per esserti rivolto a me in modo tanto garbato, dandomi della troia. Inoltre, ti dirò, la cosa non mi stupisce tanto, è tipico degli esseri dotati di pene (maschietti, come li chiamo io) insultare persone dell’altro sesso con un appellativo tanto banale. Devo dire che su questo punto mi hai delusa, mi aspettavo un’offesa originale da parte tua, che sei una divinità tra noi povere piccole menti mediocri.

    • yorick / 26 gennaio 2013

      Non mi pare di averti mai dato della troia, @naimadahmer: ti ho detto che sei igienica, nient’altro.

      • Naima / 26 gennaio 2013

        Perdonami, allora, la mia mente mediocre non ci era arrivata. Grazie per la dritta e per il complimento, adesso mi è tutto chiaro. 😉

        • yorick / 26 gennaio 2013

          @naimadahmer, “scopare v. tr. [dal lat. tardo scopare, der. di scopae «granata» (v. scopa)] (io scópo, ecc.). – 1. Spazzare con la scopa”.

          • Naima / 26 gennaio 2013

            Wow, stai facendo ironia, e io che pensavo non ne fossi capace. Giornata memorabile, me la segno.

  11. Naima / 26 gennaio 2013

    @yorick addirittura la richiesta d’amicizia? Wow, questa sì che è proprio una giornata memorabile, allora. Tra un po’ pioverà, me lo sento.

    • yorick / 27 gennaio 2013

      @naimadahmer, mi fa piacere che tu abbia messo un avatar più provocante perché ti ho chiesto l’amicizia, ma era già palese da prima che tu stessi flirtando con me, e insomma ti ho richiesto l’amicizia appunto perché so che sei attratta da me.

      • Naima / 27 gennaio 2013

        Oddio, mi hai scoperta! E adesso? Spezzerai il mio fragile cuoricino rifiutando le mie proposte indecenti? Non potrei reggere tale dolore.

        • Naima / 27 gennaio 2013

          Ps: Non ci trovo niente di provocante in quell’avatar

          • yorick / 27 gennaio 2013

            @naimadahmer, cribbio, sei accorsa non appena hai ricevuto l’email che yorick ti ha scritto! Inquietante… Oh, e riguardo al P.S., credo tu abbia ragione, ma la psicologia della Gestalt rende tale l’avatar.

  12. Naima / 27 gennaio 2013

    @yorick In realtà è da tutta la sera che aspetto una tua risposta, struggendomi.

    E comunque a cosa richiamerebbe l’avatar, visto che hai menzionato la Gestalt? (Essendo un grafico, vivaiddio, mi trovi ferrata su quest’argomento e sulla percezione visiva in generale. Non te l’aspettavi, eh?)

  13. caoszeta / 27 gennaio 2013

    @yorick, mi sembravi un narcisista degno di questo nome, mi lasci costernato. Richiedere l’amicizia è da plebei. Le richieste d’amicizia si aspettano e basta. Non ci siamo, non ci siamo proprio.

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