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Recensione su Ant-Man

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Bel lavoro, Marvel-Disney! / 20 novembre 2015 in Ant-Man

Quando in casa Marvel capiscono che dare importanza e centralità alla parte comedy dei loro film è il segreto per renderli più godibili, tutto cambia. E’ un po’ sempre così, soprattutto per Guardiani della Galassia e Ant-Man, dove lo zampino di Edgar Wright si sente in alcune circostanze, sebbene poi da regista sia stato “fatto fuori”. Autogol, a voler essere più precisi.
Hank Pym è un vecchio e Ant-Man è Scott Lang interpretato da Paul Rudd, il che fa già ben intendere quanto verso il comedy si stia voltando il genere supereroistico.
Il film è, come ogni film della Marvel, un misto di cose abbastanza scontate che accadano, la gnocca di turno, le mazzate in cgi e tanta altra bella roba, tra cui la scena pre-titoli di testa, quella post titoli di coda e quella post-post titoli di coda.
Ci ho addirittura visto possibile la lettura metaforica ed interiorista delle battaglie personali che ognuno è costretto a tenere ogni giorno nella propria vita, nel fatto che Ant-Man combatta battaglie per lui enormi e che portano alla salvezza del mondo, com’è d’uopo nelle sfere marvelliane cinematografiche, restando però nel suo microcosmo da formica. Insomma…una battaglia a suon di tute “magiche” e superforza combattuta nella cameretta d’una bambina: per i due coinvolti è una battaglia per la salvezza del mondo o la sua fine; per tutti gli altri una lotta tra bacarozzi che si fa fatica persino a percepire.
Fino ad un certo punto almeno.
Menzione di demerito ad un personaggio femminile con la personalità di un tronco d’albero: scontato, stereotipato, inutile e banale.

Consigliato a: Tutti gli amanti del genere supereroistico, che questo film comunque porta avanti con successo, e anche a chi s’è un po’ stufato della solita solfa e possa dunque ritrovarsela in un’altra salsa…sebbene poi si dicano sempre le stesse, ovvie, cose.

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