Recensione su Another Year

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30 Marzo 2011

il titolo è la chiave di tutto il film: “Another year” – un altro anno. ora bisogna stabilire se quell’anno di cui sopra sia da considerarsi nell’accezione di “nuovo”/diverso dall’anno precedente, oppure come anno che semplicemente ripete il precedente, rimanendo uguale a se stesso. secondo me si tratta di più del secondo, almeno per quanto riguarda i coniugi Gerri e Tom, che vivono una vita felice, tra amici, lavoro appagante, figlio riconoscente, ricordi di avventure e bevute passate; ma che ripetono la loro felicità (da borghesi) all’infinito, prigionieri della routine, senza ombre sulla loro strada. tutti si appoggiano a loro, e anzi vorrebbero far parte della loro famiglia, come Mary, che crede di aver fallito tutto nella vita. però quando mostra di non approvare la fidanzata di Joe, il figlio della coppia, forse per gelosia, viene quasi allontanata. ritorna per scusarsi e trovare di nuovo conforto, eppure nell’ultima scena la vediamo a tavola con gli altri ma allo stesso tempo sola, con le altre voci che sciamano e gli occhi tristi. non sappiamo se si rifarà una vita, se cambierà, se lascerà quella famiglia in cui si era sentita tanto bene, ma che l’aveva anche fatta sentire infelice, incompleta. alla fine non si capisce se il film narrasse di lei o della coppia Gerri-Tom. bellissimo il finale e la scena in cui Mary chiede scusa a Gerri, che mi ha quasi commosso (e non mi era mai capitato per un film).

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