Recensione su Anomalisa

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Intelligente e melanconica critica a un sistema che non lascia più spazio alle singole individualità. / 26 Febbraio 2016 in Anomalisa

Diretto e prodotto da Charlie Kaufman e Duke Johnson, di cui il primo ( ovviamente ) ne ha scritto anche la sceneggiatura, Anomalisa è un film di animazione realizzato in stop-motion. Un dramma che tratta il tema dell’omologazione, e delle angosce derivanti da un sistemico appiattimento delle differenze. Peculiarità che la pellicola non tarda a far emergere, nella sua solinga messa in scena della realtà, affidata a meri burattini dall’aspetto umano.
Non siamo così lontani da altri lavori scritti dal geniale anticonformista statunitense, che dopo Synecdoche, New York, realizza un’altra perla.
‘’Il film più umano dell’anno’’, recita un commento sulla locandina, e proprio su questa presunta umanità che la trama si dipana, travalicando lo stesso concetto di animazione, sempre più lontano da uno stereotipo classico; lontano, perché qui l’animazione è asimmetrica, non direttamente proporzionale ai suoi canoni, e quindi più vicina a una realtà alienante, ricamata da paure e fragili solitudini. E quindi ci si addentra in questa austera singolarità, in questa sorta di ‘’manierismo’’ , che rende i suoi personaggi quasi innaturali, ma mai avulsi da un contesto omologato, legato a immagini e suoni fissi.
Anomalisa è critica, intelligente e melanconica critica a un sistema che non lascia più spazio alle singole individualità.

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