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Recensione su Annabelle: Creation

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PREQUELISSIMO / 6 gennaio 2018 in Annabelle: Creation

Dopo appena tre anni dal primo Annabelle, ecco saltar fuori dal cilindro della Safran Company, il prequel del prequel di “The conjuring”.
Annabelle era una ciofeca coi fiocchi ( https://www.nientepopcorn.it/recensioni/annabelle/2016/10/annabrutte/ ) e probabilmente qualcuno ha ben pensato che si potesse fare meglio. Quindi Annabelle: Creation (e non Annabelle 2).

Incredibilmente alla sceneggiatura viene riconfermato Gary Dauberman, mentre alla regia assistiamo ad un avvicendamento. Via il pessimo Leonetti, dentro l’interessante Sandberg.

David Sandberg mi è simpatico a pelle e lo tengo d’occhio dai tempi di Youtube.
Nel 2016 aveva esordito tra i professionisti portando su grande schermo il suo cortometraggio più noto…”lights out” ( https://www.nientepopcorn.it/recensioni/lights-out-1459243559/2016/12/spettro-visivo/ ). Il risultato era un film leggermente annacquato ma tutto sommato valido.
Sandberg ha dimostrato di possedere una predisposizione alla buona trovata scenica. Se nei suoi cortometraggi tutto verteva sulla buona “trovata”, nei suoi lungometraggi tutte le scene sembrano svilupparsi con l’unico intento di arrivare presumibilmente alla “trovata”. Il risultato è un continuo susseguirsi di effetti speciali (practical e non) per stupire lo spettatore. Un vero sperpero perché Sandberg sa come costruire la tensione e questo traspare chiaramente.
Anche a questo giro pesca dai suoi cortometraggi (Coffer e Attic Panic)…vedremo quando dovrà inventarsi qualcosa di nuovo.

Di buono il film offre un bel ritmo, un ottima fotografia, ambienti curati e buona regia.
A sfavore c’è da segnalare qualche clichè di troppo, battute prevedibili e un uso eccessivo di jump scare che alla lunga insensibilizzano lo spettatore.

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