Recensione su Anna Karenina

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22 febbraio 2013

Il mio amore per Joe Wright e Keira Knightley era già consolidato da tempo, dopo gli splendidi Pride and Prejudice e Atonement; con Anna Karenina non fa altro che aumentare, raggiungendo altissime vette.
In poche parole, ho semplicemente adorato questa trasposizione, dalla A alla Z. L’idea di girare tutto o quasi all’interno di un teatro, e di gestire la materia di Tolstoj come fosse un balletto, curando dettagliatamente ogni cambio di scena e ogni movimento degli attori è, secondo me, incredibile. Una delle scene dove la coreografia fa da regina è quella del ballo, dove gli attori si muovono flessuosi e con movenze particolari e bellissime. La resa complessiva è esteticamente stupefacente, assolutamente sfarzosa e di buon gusto, magica nel suo alternare scenografie diverse con naturalezza e soluzioni efficaci, come ad esempio i numerosi piani sequenza, scanditi da quella che secondo me è la OST che meriterebbe l’Oscar. Dario Marianelli lo rifà: prende rumori e suoni comuni e li inserisci nel tessuto sonoro. Come in Atonement la macchina da scrivere dava inizio alla corsa di Briony, qui sono i timbri incessanti di un ufficio “teatrale” a dare il la a una colonna sonora bellissima e di alto livello. Accanto alla festa per gli occhi e le orecchie è necessario sottolineare l’efficacia dello script e delle interpretazioni attoriali. Cercando di mantenermi più imparziale possibile ho osservato una Keira Knightley trasformarsi da una donna vivace, maliziosa e seducente ad una moglie ed amante distrutta dalla gelosia e dal dolore, fino alla decisione finale, un momento che nel film è perfetto e potente, basato solo sul volto di lei e sulle luci che lo illuminano a intermittenza. Accanto a quella che è la mia attrice preferita, anche Aaron Johnson fa una bella figura, dando vinta ad un Conte Vronsky fascinoso e passionale; Matthew Macfadyen, Kelly Macdonald, Jude Law sono tutti riconferme, insieme a qualche nuovo volto, come quello di Kitty, cioè Alicia Vikander, molto brava e Domhnall Gleeson, che ha un viso che rimane impresso.
Oscar ai Miglior Costumi assicurato, perchè ancora una volta Jacqueline Durran è perfetta, insieme, mi auguro, a quello per le scenografie, così fondamentali e belle. Splendida anche la fotografia, come sempre nei film di Joe, e a mio parere nella cinquina di attrici candidate come protagoniste, si poteva far spazio a Keira Knightley, escludendo magari la Watts.
Film stupendo, che mi ha letteralmente incantata.

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