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Recensione su Amityville Horror

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13 febbraio 2013

Il tutto, cinematograficamente parlando, inizia nel 1979 e, dopo vari episodi collegati alla storia ufficiale solo dalla presenza della casa, nel 2005 arriviamo al primo vero remake, remake del quale – come nella maggior parte dei casi – non se ne sentiva la necessità.

La storia dei Lutz è stata modificata per essere più in sintonia per i tempi, molti dettagli sono stati tolti e altri aggiunti… cosa normale, se non fosse che si è cambiato completamente il resoconto alla base del film, al punto da aver portato i Lutz a citare in causa i produttori della pellicola.

Grazie al progresso gli effetti speciali sono sicuramente migliori, non hanno nulla a che fare con quello che è la vera storia… come il povero maiale Jodie, amico immaginario della figlia dei Lutz (e simbolo della presenza demoniaca nel resoconto originario), è diventato una delle figlie dei DeFeo e, per quanto le scene collegate a questa presenza fantasmatica siano di impatto, sono assolutamente prive di senso nel contesto originale.
Il povero George Lutz è diventato un killer psicopatico sui generis e, per quanto Ryan Reynolds a torso nudo sia più accativante del povero James Brolin in mutande, non mi stupisce che il vero Lutz si sia sentito un po’ preso in mezzo.

Per il resto… bello l’utilizzo delle foto della polizia riguardanti il massacro (se non erano quelle vere, erano comunque abbastanza simili alle originali) e… non trovo altro di interessante, a parte il già citato Ryan mezzo nudo, non abbastanza per dare un voto che vada oltre la sufficienza al tutto.

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