Recensione su Amityville Haunting

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12 Febbraio 2013

“La famiglia non è sopravvissuta, ma le registrazioni sì!” recita lo strillo di copertina. Lo spettatore, dopo l’ennesimo film basato sul vero ritrovamento di finte registrazioni, inizia ad averne un po’ abbastanza.

La povera casa al 112 Ocean Avenue, nella placida Amityville, compare solo nella locandina e nella fantasia degli sceneggiatori, che avrebbero dovuto studiare un pochetto meglio la storia (vera) degli omicidi della famiglia DeFeo e quella (un po’ meno vera) della famiglia Lutz, che ha dato il via alla leggenda metropolitana della casa posseduta.

Solita storia, solite immagini rubate ai fantasmi (uno dei quali sono anni che cerca di essere liberato sulla parola dal sistema carcerario americano, senza riuscirci), solite manifestazioni più o meno agghiaccianti e che contano più sulla apparizione improvvisa o sul rumore/musica di sottofondo abilmente manovrate, che non su un reale senso di angoscia.

Ovviamente muoiono tutti, ovviamente restano solo le immagini video, ovviamente il film è passato direttamente all’home video senza passare per i cinema e non so neppure se è stato distribuito in Italia.

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