1992

Americani

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Americani
Americani

In un'agenzia immobiliare di Chicago viene indetta tra i venditori una particolare competizione: il primo nella classifica delle vendite settimanali otterrà come premio una Cadillac e il secondo un set da coltelli da cucina, ma il terzo posto del podio rimarrà vuoto perché il premio per tutti gli altri sarà il licenziamento in tronco. Vincitore della Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia per la Miglior interpretazione maschile assegnata a Jack Lemmon nel 1992.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Glengarry Glen Ross
Attori principali: Al PacinoJack LemmonAlec BaldwinAlan ArkinEd HarrisKevin Spacey, Jonathan Pryce, Bruce Altman, Jude Ciccolella, Paul Butler, Lori Tan Chinn, Neal Jones, Leigh French, George Cheung, Murphy Dunne, Dana Lee, Gregory Snegoff, Skipp Lynch, Julie Payne
Regia: James Foley
Sceneggiatura/Autore: David Mamet
Colonna sonora: James Newton Howard
Fotografia: Juan Ruiz Anchía
Costumi: Jane Greenwood
Produttore: Joseph M. Caracciolo Jr., Jerry Tokofsky, Stanley R. Zupnik
Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti

All’ombra di Sua Maestà Jack Lemmon / 21 Luglio 2017 in Americani

Non sempre con un grande cast si ottiene automaticamente un capolavoro; c’è bisogno di una alchimia particolare che fonda le basi sulla qualità della sceneggiatura. Qui abbiamo all’origine una pièce teatrale di altissimo livello firmata David Mamet, al quale l’ottimo artigiano James Foley cuce attorno una regia impeccabile. Essendo un dramma teatrale, le ambientazioni sono ovviamente limitate; un ufficio, uno scorcio di strada, un bar. Ebbene, nell’essenzialità del set emerge più cristallina che mai la recitazione degli attori; ottime le prove di attori del calibro di Kevin Spacey, Ed Harris ed Alan Arkin i quali però devono lasciare spazio ai veri, eccezionali mattatori della scena. Al Pacino è a mio modesto parere il più grande attore vivente e qui indossa panni a lui congeniali, quelli del venditore più scafato, vecchia scuola, quello che ti incanta con la parlantina come le spire di un serpente e che non si lascia certo mettere i piedi in testa dal capetto di turno. Eppure anche lui in questo caso deve lasciarsi adombrare un pochino dalla maestosa performance di Jack Lemmon, che forse nel ruolo del vecchio Shelley Levene ha toccato l’apice della sua gloriosa carriera, davvero un corredo di espressioni da antologia hollywoodiana sebbene la nomination agli Oscar gli venne poi soffiata dall’illustre “collega” Pacino.
La storia è scritta con grande intelligenza (nota a margine: devo recuperare Mamet!) e mette a nudo la realtà spietata del mondo delle vendite, in questo caso proprietà immobiliari, zeppo di menzogne e malato di una competizione imposta dai grandi speculatori. Il discorso del giovane yuppy Alec Baldwin è giustamente noto, divenuto icona di questo ahimè abbastanza dimenticato Glengarry Glen Ross (che l’acume italiota ha rititolato in maniera orribilmente banale “Americani”). Il consiglio di recuperarlo è scontato.

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Cinema o teatro? / 29 Settembre 2012 in Americani

Film brillante, retto dalle magistrali interpretazioni dei cinque protagonisti (in particolare Al Pacino, Jack Lemmon e un Alec Baldwin mai così efficace) dato che l’azione è nulla e il luogo è praticamente sempre lo stesso ufficio.
Piacevole e rilassante, proprio come una rappresentazione teatrale alla quale assomiglia più che ad un film.

4 Luglio 2011 in Americani

Cast sontuoso ed in forma perfetta per un film che più che un film sembra una rappresentazione teatrale. La scena non si sposta quasi mai dall’ufficio del gruppo di venditori, ma la buona regia di Foley e la sceneggiatura di David Mamet, alternano sapientemente le parti, dando spazio ai dialoghi ed alle riflessioni dei personaggi, da un Al Pacino in forma smagliante fino ad un ALec Baldwin, mai così convincente in tutta la sua carriera. Intensa anche la figura di Jack Lemmon e bravi anche Kevin Spacey e Ed Harris.
La trama è semplice e si sviluppa intorno alla settimana critica di un gruppo di venditori in declino, disposti a tutto per non essere licenziati. Rappresentativo di un momento ben specifico e duro quanto basta, è un film che descrive quanto occorra essere aggressivi e svegli nel mondo delle vendite, se non si vuol rischiare un tracollo improvviso. La situazione è sempre fluida e restare a galla non è facile, neanche per i numeri uno.

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