?>Recensione | American Sniper | CLINT L’OFFICIANTE

Recensione su American Sniper

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CLINT L’OFFICIANTE / 5 gennaio 2016 in American Sniper

Clint eastwood ci racconta una storia ricca di retorica atta a persuadere lo spettatore che ci sono pallottole buone e pallottole cattive.
Per quel che mi riguarda il film è stata una delusione in quanto pensavo di trovarmi davanti ad un biopic invece si tratta di un film supereroistico di propaganda americana. Infatti ci tocca sorbire la caccia al “macellaio” armato di trapano e della sua spalla dalla mira infallibile per due ore e passa. Per la cronaca tutto ciò non è mai accaduto nella realtà.

Dopo “lettere da iwo jiwa” ero convinto che ci fosse spazio per una visione più equilibrata della guerra. Dove la ragione sta nel mezzo e non tutta da una parte. Clint non riesce a limitare il suo amore per l’esercito americano che difende i barbecue all’aria aperta e il rock and roll dalla minaccia terrorista.

Tecnicamente girato bene, ottima la fotografia. Gli effetti speciali in computer grafica un po’ troppo posticci per una produzione del genere.

Un opera che pontifica in maniera spropositata.

Voto 5,5.

6 commenti

  1. Jack / 6 gennaio 2016

    Io penso che se si guarda un biopic su un cecchino americano girato da un americano non ci si può aspettare un po’ di retorica. Ma a mio avviso, a parte il finale, non ne ho trovata. Chris Kyle non è dipinto come un eroe, vengono anzi messi in scena tutti i suoi drammi personali, facendo apparire quel prototipo di soldato americano più una pecora che un cane da pastore. Clin Eastwood non mi fa impazzire come regista tuttavia penso che quando provi a girare un film prettamente per americani come quest’ultimo faccia di tutto per oggettivare il punto di vista, non scadendo eccessivamente nel patriottismo che è inevitabile vista la materia di partenza.

    • TraianosLive / 6 gennaio 2016

      a me è sembrato che lo spazio per i drammi di chris kyle siano stati affrontati in maniera troppo superficiale…qualche intermezzo qua e là…e in fretta e furia negli ultimi 5 minuti scarsi. Detto questo…sarà che il sangue dei militari volontari non mi fa specie…sarà che l’ho trovato eccessivamente di parte…non posso che bocciarlo.

      Oltretutto certi film forse andrebbero boicottati. In attesa di un film su Priebke…sono sicuro che per qualcuno è stato un eroe e non un criminale al pari di Kyle.

  2. Stefania / 6 gennaio 2016

    @Jack: personalmente, sono convinta che Eastwood, qui, non sia riuscito ad essere nemmeno lontanamente oggettivo. Probabilmente, ha raccontato la storia come gli sarebbe piaciuto fosse raccontata a lui, senza sfumature, senza dubbi. Il protagonista è assolutamente inumano, non per via di ciò che fa, ma per come ne affronta le implicazioni: anche il suo trauma da rientro viene assorbito in un battito di ciglia, il che mi sembra decisamente poco credibile. Al di là dei problemi di sceneggiatura che, in questo senso, affliggono il film, sono i suoi presupposti a renderlo un prodotto inutile: cosa o chi sta celebrando, in realtà, se non la supremazia statunitense? E perché? Kyle è una sorta di archetipo, ma chi, tra il pubblico non accondiscendente a celebrazioni nazionaliste, ha davvero bisogno di un racconto su di lui o su quello che dovrebbe incarnare? Spesso, Eastwood, pur essendo sovente retorico, è stato capace di non inciampare in queste banalità. In questa occasione, da sua fan anche nelle vesti di regista, direi che non vi è riuscito. Peccato.

  3. Jack / 6 gennaio 2016

    @Stefania e @TraianosLive, penso abbiate frainteso le mie parole. Concordo con entrambi sul fatto che sia un film inutile, infatti non sono per nulla un amante del genere, per mie personali idee soprattutto. Tuttavia penso che almeno Clint ci abbia provato e a mio parere ci è in parte riuscito a non scadere eccessivamente nella retorica, rendendo questo film sopportabile perfino a me. Come hai detto tu @Stefania i problemi sono anche di sceneggiatura, che poteva aiutare molto sotto questo punto di vista. Ho comunque preferito di gran lunga Eastwood regista in film come ‘Gran Torino’, ‘Million Dollar Baby’ ed ‘Hereafter’

  4. TraianosLive / 7 gennaio 2016

    Changeling era un buon esempio di film storico/biopic ben sceneggiato.

  5. PierUnattimo / 5 febbraio 2016

    Ho appena rivisto il film e leggendo qualche parere ho trovato interessanti le considerazioni circa l’inevitabile retorica di questa pellicola. Da un film del genere uno se lo aspetta addirittura. Eppure a mio avviso il tentativo di limitarne la retorica rende quanto meno il tentativo di Eastwood apprezzabile. Molti altri film enfatizzano il patriottismo senza alcun reale collegamento alla materia stessa. Qui era davvero inevitabile. Inoltre tecnicamente è ineccepibile.

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