American Psycho

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American Psycho

Patrick Bateman sembra il classico yuppie newyorkese rampante, tutto preso dal fare in modo che ogni particolare del suo aspetto proietti all'esterno un'immagine di successo: in realtà la sua fragile maschera di rispettabilità nasconde una personalità malata che non tarderà a manifestarsi in una delirante escalation di violenza.Tratto dall'omonimo romanzo scritto da Bret Easton Ellis nel 1991.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: American Psycho
Attori principali: Christian BaleChristian BaleWillem DafoeWillem DafoeJared LetoJared LetoJosh LucasJosh LucasSamantha MathisSamantha MathisMatt Ross, Bill Sage, Chloë Sevigny, Cara Seymour, Justin Theroux, Guinevere Turner, Reese Witherspoon, Krista Sutton, Reg E. Cathey, Anthony Lemke, Stephen Bogaert, Monika Meier, Blair Williams, Marie Dame, Kelley Harron, Patricia Gage, Landy Cannon, Park Bench, Catherine Black, Margaret Ma, Peter Tufford Kennedy, Mark Pawson, Jessica Lau, Lilette Wiens, Glen Marc Silot, Charlotte Hunter, Kiki Buttignol, Joyce R. Korbin, Reuben Thompson, Bryan Renfro, Ross Gibby, Christina McKay, Alan McCullough, Connie Chen, Brett Alexander Davidson, Peter Loung, Joseph Oliveira, Leanne Poirier Greenfield, Somaya Reece, Kate Steen, Marilyn Burns, Gunnar Hansen, Dan Rush, Alex Trebek, Chris Stone, Mostra tutti

Regia: Mary HarronMary Harron
Sceneggiatura/Autore: Mary Harron, Guinevere Turner
Colonna sonora: David Bowie, John Cale
Fotografia: Andrzej Sekula
Costumi: Isis Mussenden
Produttore: Christian Halsey Solomon, Chris Hanley, Edward R. Pressman, Joseph Drake, Michael Paseornek, Jeff Sackman
Produzione: Canada, Usa
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 102 minuti

Dove vedere in streaming American Psycho

L’immagine della follia. / 1 Novembre 2020 in American Psycho

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tratto dall’omonimo romanzo di Bret Easton Ellis(che a me non è piaciuto per niente), il film della Harrows ci conduce per mano nella mente malata di Patrick Bateman, broker di Wall Street di giorno, spietato serial killer di notte, in quella che è stata la più criticata e dura accusa all’arrivismo e al rampantismo anni ’80, un film di grande visività, sottolineata dall’iconografia presente nella locandina, da questo rosso sul bianco e dal contrasto creato dall’uno sull’altro, bianca come l’asetticità dell’esistenza diurna del protagonista che vive una vita di facciata, determinata da un occupazione principale che si basa sull’attenzione maniacale verso aspetti all’apparenza insignificanti come la cura estrema per l’aspetto fisico, la scelta di una determinata griffe nel vestirsi, dei ristoranti più “in” della città.
Nella corsa al successo non c’è spazio per sentimenti come l’amore, l’amicizia e l’attenzione alle cose, i suoi affetti dovrebbero essere “gestiti” da una ragazza che non ama e che non lo ama, o da un gruppo di “amici” che sovente lo scambiano per qualcun altro. Citando Peter Gabriel è parte del “macchinario”, ma non intende uscirci, come da sua esplicita ammissione.
La notte invece Patrick si trasforma, nei suoi delitti c’è una specie di epurazione, le sue vittime sono corpi che incarnano spettri, quali la miseria sia materiale(il barbone) che spirituale( le prostitute) o la concorrenza(uccide a colpi d’ascia un collega solo perché invidioso della sua capacità di trovare sempre un posto libero al suo ristorante preferito), spettri che vuole eliminare dalla sua testa perchè ne è profondamente impaurito.
La lucidità con la quale compie le sue efferatezze mentre recensisce gli album che hanno influenzato la scena musicale degli anni ottanta rendono la storia totalmente grottesca(in tal senso, fatte ovviamente le dovute distinzioni di sorta, un paragone può esser fatto con ”Arancia Meccanica” di Kubrick, opera altrettanto controversa, in cui il protagonista pestava a sangue le vittime al ritmo delle musiche di Beethoven).
Infine la sua confusione mentale nel non saper distinguere tra gli spettri della sua mente e le vittime, persone reali, che incarnano tali spettri, lo porta a non distinguere nemmeno se i suoi delitti siano veri o immaginati e sta nella rivelazione finale la sua condanna, l’unico vero fantasma si era incarnato in lui e non negli altri e questo è quello della pazzia.
Incredibilmente straordinario Christian Bale, il vero punto di forza di questo film, bellissimo come non mai, ambiguo, simpatico e pazzo furioso, un personaggio complessissimo che lui interpreta divinamente.
Un ottimo film a differenza del romanzo da cui è stato tratto (opinione puramente personale).

P.s. Recensione da me postata su altri siti.

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mi ha dato da pensare.. / 7 Marzo 2018 in American Psycho

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho visto questo film sotto consiglio di un amico, che sa bene quanto adoro i thriller psicologici. L’attore è il famoso Christian Bale, Batman per gli amici. Sarà un caso che qualche anno prima di batman l’attore venga chiamato BATeMAN? Mah.. Comunque curiosità a parte è un film parecchio complesso. Ci ho messo un po’ a mettere insieme i pezzi e a capire esattamente dove voleva andare a parare. E’ la storia di quest’uomo di Wall Strett, ricco, che di notte si scatena con party nei locali più esclusivi, si fa di cocaina e va con prostitute e quant’altro raccatta per strada. E’ un uomo frustrato, sempre in competizione. Ha una routine mattutina che fa paura tanto è maniacale. Diffidate delle persone che abitano in appartamenti tutti bianchi..E’ un viaggio nella mente del protagonista, molto ben rappresentato dall’attore che si presta molto bene per queste parti da folle. Ci sono dei buchi nel film che non sono riuscita a spiegarmi. Come ad esempio chi era l’anziana signora che Bateman trova nell’appartamento in cui teoricamente la sera prima aveva ucciso e fatto a pezzi delle donne? Era ancora un parto della sua mente? E perché i colleghi lo chiamano con due nomi diversi? Chi è lui in realtà? Ok credo che l’unico modo per dare una risposta a queste domande sia andare alla fonte cioè al libro. Si perché ho scoperto che questo film è tratto dall’omonimo libro “American Psycho” di Bret Easton Ellis. Quindi il mio parere sul film è positivo ma lascia aperte numerose domande che la mia curiosità infinita ha sete di colmare.

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Buon film, superlativo Bale / 14 Luglio 2016 in American Psycho

Un film decisamente particolare, caratterizzato da una buona dose di violenza, humor nero, critica alla società degli yuppies e, soprattutto, ai meandri della pazzia e della follia umana. Patrick Bateman è un arrogante, cinico, stronzo, un vero e proprio bastardo per dirla in una parola, broker della New York di fine anni ’80. Ha una doppia vita, e, di notte, ammazza persone per piacere e gusto personale, da vero e proprio folle ossessionato. E’ un film un po’ particolare, che ha molti punti di forza in quanto detto sopra, ed anche nel finale, davvero ben fatto. Ovviamente la grandissima prestazione è quella di Christian Bale, qui ispiratissimo e perfetto per il personaggio che interpreta. Nel cast anche Willem Dafoe, Jared Leto e Reese Whiterspoon, tra gli altri. Sicuramente un film particolare, ma senz’altro da vedere.

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Cult! / 9 Settembre 2015 in American Psycho

Un thriller “vecchio stampo”, macabro, originale e violento. ottima regia e un inquietante Christian Bale in perfetta forma. Un cult del genere. 7.

28 Febbraio 2014 in American Psycho

American Psycho è uno dei film più sottovalutati del panorama hollywoodiano, pur rappresentandone un fedele prodotto.
Tutta è una maschera, una facciata, nella quale si annidano vanità e ipocrisia.
La violenza, seppur fagocitata da un’estrema boria, non è che un amplesso di una mente malata, corrotta da un sistema che crea a sua immagine e somiglianza dei simboli, verso cui sviluppare un’autentica ossessione.
Bateman ( Bale, almeno a mio avviso, nella sua migliore interpretazione ) nella sua perversa ricerca del bello, diviene l’antitesi di se stesso, annullando in virtù di un’invidia ben celata, criterio e ragione. Lui è lo psicopatico, l’assassino dai monologhi forti, che valica un fiume di ossequio e perbenismo, mantenendo però l’arroganza tipica del fanatico, di colui che cede sotto i colpi dei suoi miseri istinti.
Non volendolo paragonare al libro, Mary Harron pone l’accento sul lato ”estetico” di una generazione, quella arrivista e superficiale, quasi a voler creare un contrasto fra mondanità e perversione.

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