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Recensione su American Hustle - L'apparenza inganna

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Isterico, ironico, vibrante / 19 ottobre 2015 in American Hustle - L'apparenza inganna

La trama, in American Hustle, le truffe intrecciate che lasciano spazio ad altre truffe, contano fino a un certo punto. Quello che conta è il rapporto tra i protagonisti, dominati da un’irresistibile attrazione reciproca che li fa muovere su orbite pericolosamente vicine. Amore e amicizia che portano Irving prima e poi Richie verso Sydney, Irving verso Carmine, Pete verso Rosalyn. Ma non è un film realistico, non è uno studio psicologico; è un film isterico, ironico, vibrante. Russell piega la colonna sonora ai suoi virtuosismi: Amy Adams urla nel bagno, e un attimo dopo siamo portati nella sala dove Bale e Renner cantano assieme agli altri “Delilah”; più tardi, attacca “Live and Let Die” e con uno stacco ecco Jennifer Lawrence che la canta.
Non tutto è perfetto: il finale è un poco sotto tono, mentre altrove qualcosa si poteva limare. Grandi interpretazioni (c’è anche De Niro, uncredited), con Bale e Adams – un puro concentrato di eros, che a quasi 40 anni riesce a eclissare la Lawrence – sopra gli altri; l’unico che delude è Renner, forse per colpa di un ruolo in bilico tra il buffonesco, l’ingenuo e il maneggione.
Un solo rimpianto: non sapremo mai come va a finire la storia dei pescatori sul ghiaccio…

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