Recensione su Amarcord

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“a m’arcord”, io mi ricordo / 27 gennaio 2013 in Amarcord

Un affresco totale della realtà provinciale della Romagna, totale si, ma non completo.
In questo affresco mancano se non stilizzati e metaforicizzati i riferimenti ad un
moderno che esula dalla realtà propria di quel mondo,quasi richiami a quelli che sarebbero stati gli incredibili cambiamenti venturi.
narra un sistema e dinamiche di vivere fino ad allora ben strutturati,funzionali,nobili seppur rurali e carichi di un significato che necessita di una descrizione speculare per essere compreso
il merito e la bellezza principale del film sta appunto nell’aver esposto in modo chiaro,didascalico e scevro da qualsiasi analisi intellettuale,in modalità quasi passiva ed etnografica,quelli che sono gli aspetti più intimi e significativi di un mondo ancora vivo sotto la nostra pelle eppure così diverso dalla modernità,un retroterra comune, forse ormai lontano, ma del quale anche chi è estraneo può facilmente capire lo spessore ;
il forte legame a tale corpus di tradizioni che fà da base alla nostra evoluzione sociale è innegabile e a tratti commovente
grazie a questa opera lo spettatore non solo apprende quelle storie ma vi si immedesima emozionalmente,umanamente fino a farle proprie.
Vi è un sorta di nostalgia intrinseca e patetica che accentua il peso sentimentale degli argomenti trattati videnziandone il carattere autobiografico, in quello che altrimenti,per tutte le altre varianti potrebbe essere considerato un vero e proprio resoconto storico.
I personaggi , sono Personaggi non maschere;
in perfetta assonanza con lo stile neorealista, sono, tappe della mente,per cui ciascun uomo passa attraverso gli altri per scoprire un “sé” onirico e allo stesso tempo cosciente dell’universo che abita
quasi tutte queste tappe hanno una forte carica sessuale come la tabaccaia, la gradisca, la volpina, persino la bella figura patetica dello zio Teo, esemplari di un mondo nel cui tutto passa per il sesso,come solo quello di una adolescente può essere
infine la derisione di un regime astruso, i cui ideali non coincidono minimamente con quelle che sono le vocazioni dell’popolo, descritto come ridicolo,vanaglorioso, impacciato, provinciale e stupidamente violento è l’esatta antitesi di quella che voleva essere la realtà fascista, che qui si trova quasi escluso e permane solo per via di un imposizione, come un corpo estraneo che quella cultura rigetta

11 commenti

  1. alex10 / 25 agosto 2013

    ahahahaaaaahhaahah

    • Io sono Gesù Cristo / 25 agosto 2013

      “Noi siamo un paese tragico, che ci raccontiamo in un modo strano: noi ci riconosciamo nella commedia all’italiana, e pensiamo di essere bravi a fare quella… e la commedia, è chiaro, ha il suo fascino: se io sono stufo, ho lavorato tutta la giornata e dovessi pagare tra due film, vado a veder la commedia.” (Marco Paolini, http://www.youtube.com/watch?v=ZX7KoHinTdw)

      Poi non lamentiamoci, sotto le recensioni dei Fulci e dei Bava, che in Italia tiri il cinepanettone e non Fellini, però.

      • Bisturi / 25 agosto 2013

        Alberto Sordi disse: “Io nei miei film ho semplicemente osservato e copiato gli italiani ma poi gli italiani hanno copiato me!”

      • alex10 / 25 agosto 2013

        a me il titolo dell recensione ha fatto ridere @balthus
        il film in questione lo guardai tempo fa…dovrei sicuramente rivederlo perché è un capolavoro indiscutibile !
        quindi lo rivedrò e sarò felice anche di poter dare un oscar a jestiman…
        😉

        ci tenevo a specificarlo…

  2. alex10 / 25 agosto 2013

    oh caz*o…è dialetto romagnolo…ahahahaha
    l’ho confuso con quello napoletano…
    non ricordavo questo fatto del termine che è diventato neologismo @balthus

    eh…mi sa che devo chiedere scusa a tutti per la risata che non c’entrava un caz*o 🙁

    • Io sono Gesù Cristo / 25 agosto 2013

      Sarebbe interessante capire cosa ti abbia fatto venire in mente il dialetto napoletano in un film tipicamente romagnolo, ma ho paura di chiedertelo.

      • alex10 / 25 agosto 2013

        ma vedi…io non so niente di romagnolo…
        quindi quando ho visto il titolo della recensione pensavo fosse una battuta divertente in napoletano ecco 🙂
        mentre invece la scritta amrcord per intero non sapevo fosse romagnola…capisci @balthus ???
        in ogni caso io sto ancora a terra piegato dalle risate !!!

        • alex10 / 25 agosto 2013

          amarcord*

        • Io sono Gesù Cristo / 25 agosto 2013

          Nemmeno un ermeneuta come Gadamer riuscirebbe a capire cos’hai detto, @alex10. Figurati io.

          • alex10 / 25 agosto 2013

            🙂
            se vuoi te lo spiego meglio….
            è il titolo della recensione che mi fa ridere non il titolo del film @balthus
            perché non sapevo che a’marcord fosse tipico del romagnolo…pensavo fosse del dialetto napoletano e che jestiman avesse fatto una battuta…

            a volte il non sapere certe cose è una brutta bestia 🙁
            in ogni caso…anche se mi sto divertendo…mi pento di aver fatto quella risata perché è stato un malinteso…

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