2016

Amanda Knox

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Amanda Knox
Amanda Knox

Perugia. Il 2 novembre 2007, in una villetta abitata da studentesse, viene ritrovato il cadavere di una ragazza inglese, Meredith Kercher. Del brutale assassinio vengono accusati Amanda Knox, coinquilina statunitense della Kercher, Raffaele Sollecito, studente barese che la Knox frequentava da pochi giorni, e Rudy Guede, un cittadino della Costa D'Avorio conosciuto poche ore prima dalla vittima. Il processo si è protratto per quasi otto anni, cambiando profondamente la vita delle persone coinvolte.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Amanda Knox
Attori principali: Amanda KnoxRaffaele SollecitoGiuliano MigniniNick PisaValter BiscottiStefano Conti, Carla Vecchiotti, Anderson Cooper, Arline Kercher, Curt Knox, Donald Trump
Regia: Brian McGinn, Rod Blackhurst
Sceneggiatura/Autore: Matthew Hamachek, Brian McGinn
Colonna sonora: Saunder Jurriaans, Danny Bensi
Fotografia: Rod Blackhurst
Produttore: Rod Blackhurst, Mette Heide, Brian McGinn, Stephen Robert Morse
Produzione: Danimarca, Usa
Genere: Documentario
Durata: 92 minuti

Deriva frastornante / 11 Ottobre 2016 in Amanda Knox

(Considerazioni sparse e opinabili)

Non sono solita seguire con attenzione morbosa lo sviluppo di fatti di cronaca tanto strombazzati dai media: caso ha voluto che della vicenda di Amanda Knox e annessi e connessi sia venuta a conoscenza fin dal primo tg3 della sera che, all’epoca, riportò la notizia. Ero ancora una studentessa, condividevo l’appartamento in cui vivevo, e la notizia mi colpì per via dell’ambiente simile che accomunava me e le persone coinvolte nel dramma. Negli anni, mi sono disinteressata abbastanza della questione e la recente assoluzione in Cassazione di Sollecito e della Knox mi ha lasciato decisamente indifferente.
Sentendo parlare di questo come di un eccellente documentario, però, mi sono lasciata incuriosire: non ero alla ricerca di prudérie, ma, tra ricordi (miei) fumosi e una strana “apparecchiatura” dei fatti, ammetto di non aver compreso molto di più di quel poco che già sapevo della vicenda. In più, dal punto di vista “tecnico”, mi hanno disturbato i finti titoli dei giornali (palesemente finti, oserei dire: quelli che avrebbero dovuto essere italiani, contenevano errori di battitura impensabili, se fossero stati veri).

Però, questo prodotto Netflix mi ha colpito per alcuni motivi.
In primis, dal punto di vista cronachistico, sono rimasta impressionata dalla pessima figura che fanno, nell’ordine, Giuliano Mignini [all’epoca PM impegnato nelle indagini relative al processo, che, emulo di Sherlock Holmes (con tanto di pipa, ma sarà stato un caso) e forte di una gran considerazione di sé, ha candidamente rivelato la natura francamente ridicola di alcune delle deduzioni che lo hanno indirizzato abbastanza velocemente verso la Knox] e il giornalista del Daily Mail Nick Pisa (affamato di scoop a buon mercato e lieto di rendere noto che non è/era suo compito verificare le boutade di avvocati e investigatori: la fretta di comporre il titolo ad effetto prima dei suoi colleghi è/era troppa).

In seconda battuta, benché si tratti di una riflessione in fin dei conti banale, è innegabile (e tale considerazione viene riportata anche nell’ultima sentenza), che questa vicenda sia stata viziata da una pressione mediatica senza pari: di sfuggita, nel film, si intravedono vere e proprie fazioni a favore o meno dell’assoluzione di Sollecito e della Knox, che, in una piazza di Perugia, si scontrano verbalmente. Non si sa che rapporti esse avessero con gli accusati o con la vittima, ma colpisce il fatto che alla fantomatica “gente” piace schierarsi, caricare una vicenda privata a cui è estranea di presunti valori universali: punirne due per punire chi, a conti fatti? Perché tanto accanimento? Non sono per niente convinta del fatto che, in casi come questi, quello che viene mostrato sia amore per il senso civico.
Frugare nell’intimità altrui, rimestare i panni sporchi degli altri è un passatempo praticato fin dalla notte dei tempi (perfino Truman Capote con, A sangue freddo, ne ha fatto un “elegante” prodotto letterario e giornalistico), ma la deriva recente, amplificata da mezzi di informazione quantomai presenti ed invasivi, sembra inarrestabile: la creazione ad hoc di ritratti commercialmente “accattivanti” di femme fatale e amanti abbacinati, per ottenere più audience e maggiori tirature, è davvero frastornante.

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Un ottimo documentario / 8 Ottobre 2016 in Amanda Knox

Probabilmente, il miglior documentario possibile sulla triste storia dell’omicidio di Meredith Kercher, e di ciò che ne è conseguito.
Vengano evitate le assurdità scabrose, e ci si attiene ai fatti e alle versioni delle parti in causa.

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