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Recensione su Amabili resti

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Fondamentalmente inutile / 28 settembre 2011 in Amabili resti

Puerile. Scontato. Superficiale. Kitsch. Stucchevole.
La capacità di resa immaginativa di Jackson, come l’avevamo vista al servizio di “Il signore degli anelli” qui diventa un gioco puerile di fantasie trite e ritrite, senza capacità di far sognare lo spettatore (a meno che non sogni già di suo – in questo caso perché si è addormentato davanti a una pellicola “mortale”… (ops)). Certo, nell’altro caso c’era un libro che gli forniva un materiale splendido, ma ciò non toglie che abbia saputo rendere in modo grandioso contenuti e descrizioni certamente complessi, e senza far sentire troppo la mancanza del testo letterario; eppure, anche in questo caso a sentire i commenti di altri, esisteva un libro da cui attingere e che sembrava aver qualcosa da dare (non l’ho letto, e certamente a questo punto non lo leggerò, anche perché non mi “fido” della letteratura americana contemporanea soprattutto quando ammantata di grande successo “penetrante” e intrisa di riflessioni molto new age: ehi voi, sapete che la ricerca di una verità interiore – trascendente o qualunque altra natura assuma – esiste da migliaia di anni?). Ma anche restando solo al film quale opera in sé, la trama è scontata e anche un po’ sconnessa, finita in fretta (es: il ritorno a casa della mammina rinsavita, l’incursione della polizia nella casa verde, e il serial killer che muore chissà dove…) e non c’è nemmeno un po’ di pathos da thriller ben più banali, gli aspetti “riflessivi”, psicologici, umani sono superficiali, intrisi di luoghi comuni, così mediocri e da copione che li si potrebbe recitare insieme al personaggio (nonna disfunzionale compresa) l’ispirazione alle “esperienze di pre-morte”, ai viaggi astrali e tutta la letteratura che gira intorno ai “limiti della coscienza” sono così evidenti (ma talmente banali) che il gioco è a carte scoperte ancora prima che inizi… no comment sul tema poteri paranormali… insomma…
Salvo solo la microscopica resa sotterranea della trappola in cui cade la protagonista, e mi riferisco proprio solo e soltanto all’idea che fosse un bunker sottoterra in un campo di grano (magari è un dato del libro, sorry Peter), ma se mi soffermo troppo e scrivo altre due parole faccio in tempo a cambiare idea viste le associazioni di “scontatezza” che mi stanno venendo in mente…

Insomma, ma come ha fatto a prendere 3,5 stelline su Mymovies (mediamente affidabile)? Ho decisamente bisogno che qualcuno me lo spieghi.

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