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Recensione su Amabili resti

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4 marzo 2011

Un film che sembra più lento del libro da cui è stato tratto, ma bello, onirico (e non potrebbe essere altrimenti visto che la protagonista vive nel suo personale paradiso). E come nel libro la storia raccontata ha un sapore dolce ma allo stesso tempo amaro, tutto è sospeso come in un sogno e nonostante la violenza di una storia così terribile non c’è una scena cruenta o scioccante che lasci lo spettatore sconvolto: vediamo ciò che vede lei e lo vediamo coi suoi occhi da ragazzina, protetti da un mondo dove tutto è possibile e dove non c’è pericolo. La protagonista assiste alla ricerca del suo assassino, ma non può intervenire in nessun modo, se non facendo sentire la sua presenza a chi le ha voluto bene per aiutarli ad aiutarla e poter finalmente trovare la pace. Una storia che affronta il tema della morte e di un’anima che non riesce ad abbandonare la vita terrena perchè legata ancora ai sentimenti e alle persone che ha conosciuto, la storia di una ragazzina alle prese con i primi amori e con nuove esperienze che non potrà mai crescere.
Peter Jackson (Il signore degli anelli\King kong) si discosta un pò dal suo genere, ma proprio per questo dimostra di essere un gran regista, la sua interpretazione del mondo di Susie è spettacolare, e l’attrice che la impersona non è certo da meno: non credo ci fosse nessun’altra che sarebbe stata migliore per questa parte.

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