16 Recensioni su

Amabili resti

/ 20097.0597 voti

Un Jackson eccessivamente timido / 3 Maggio 2017 in Amabili resti

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

“Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973.” Inizia con questo fulminante incipit il racconto della protagonista che, stuprata e uccisa da uno psicopatico vicino di casa che ne ha anche occultato i resti, osserva le vicende della propria famiglia e dei suoi conoscenti da uno scintillante limbo dell’aldilà. Il film di Peter Jackson, cercando di seguire il romanzo di Alice Sebold, ha un aspetto composito e racchiude in se materiale per almeno cinque film diversi: la breve vita e i primi amori di un’adolescente; il ritratto di un serial killer; il disfacimento di una famiglia segnata dal dolore della perdita della figlia; la descrizione di un oltretomba meraviglioso e dal forte impatto visivo; le indagini della polizia sul caso e del padre che non si rassegna all’impossibilità di venire a capo della scomparsa di Susie. Tanta carne sul fuoco che per forza di cose è impossibile approfondire nella durata, seppur notevole, di un film. Oltretutto Jackson sembra tirare il freno nei passaggi cruciali del romanzo, quelli cruenti e dolorosi dello stupro e del rimpianto della ragazza per la perdita di una vita non ancora vissuta, lasciando fuori scena il primo e snaturando il secondo, quasi che andare in quel bucolico aldilà sia stata la cosa migliore che potesse capitargli. A differenza che in un altro film del regista accostabile a questo, Creature del cielo, qui Jackson sembra essere sceso a compromessi per rendere l’opera accessibile a tutti, annacquando le componenti più violente e restando sulla superficie della terribile storia, mancanze non completamente compensate dalla convincente ricostruzione degli anni settanta e dai meravigliosi effetti speciali. Di contro il romanzo è avvincente e sconvolgente allo stesso tempo nei primi capitoli, in perfetto equilibrio tra orrore e dramma adolescenziale, ma andando avanti perde molto della sua energia e si trascina verso l’epilogo. Ottima la giovane attrice Saoirse Ronan nei panni della protagonista, così come un irriconoscibile Stanley Tucci in quelli del serial killer. Meno convincenti i genitori interpretati da Mark Wahlberg e Rachel Weisz. Susan Sarandon è invece la nonna, personaggio centrale nel romanzo, relegato nel film alla sola funzione di macchietta comica.

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2 Luglio 2013 in Amabili resti

Perché continuate a vedere i film tratti dai libri che vi piacciono sapendo benissimo che vi faranno cagare e non perché sono brutti ma perché voi vi aspettare qualcos’altro e siete così egocentrici da non accettare le normali, volute e necessarie variazioni che il racconto subirà per essere adattato al cinema; considerando che sarà passato per le mani di centinaia di persone che hanno voluto a buon ragione dare tutte la loro interpretazione e visione? Dov’è la creatività e la libertà artistica di queste persone?
E che cavolo, ogni volta la stessa storia, siete di un’odiosità micidiale. Sono lieta se vi ho irritati tanto quanto voi irritate me.

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29 Gennaio 2013 in Amabili resti

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Forse mi sbaglierò, ma per me Peter Jackson fa parte della nutrita schiera dei registi sopravvalutati.
Ho letto e apprezzato il libro della Sebold e speravo di trovare nel film la stessa drammaticità, invece mi sono ritrovata davanti un prodotto bello da ammirare(le scenografie del limbo in cui viene catapultata la ragazza dopo la sua morte sembrano dei quadri di Friedrich), ma troppo dissimile al libro(i personaggi sono completamente diversi, la situazione della scomparsa della ragazza poco approfondita).
Alla fine l’ho trovato anch’io un pò irritante, mi è sembrato a tratti più una favoletta da bambini che ciò che doveva realmente essere e che coloro che hanno letto il libro si aspettavano.
Bello come un quadro di Friedrich, ma assolutamente inconsistente.

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Amabili Resti / 19 Dicembre 2012 in Amabili resti

Film del 2009 diretto da Peter Jackson e tratto dal bellissimo romanzo di Alice Sebold.
Molto toccante. Pur avendo cambiato alcune cose rispetto al libro, la pellicola mi è sembrata riuscita; è una storia drammatica, piena di sensazioni (positive e negative) che colpiscono e catturano chi guarda. Una storia che è dolce e dolorosa ma senza esagerare con la disperazione e il sentimentalismo.
Saoirse Ronan è davvero adatta per interpretare Susie Salmon, la vittima che osserva tutto dal suo Luogo di Mezzo, ma i migliori sono Susan Sarandon, che è ottima e divertente nel ruolo della nonna eccentrica (ed io sono anche di parte, perché è una delle mie attrici preferite), e Stanley Tucci, il perfetto psyco-killer di provincia, che nasconde la sua mostruosità dietro un aspetto ordinario e uno sguardo glaciale. Invece, avrei voluto che venisse approfondito di più il personaggio di Ruth, che nel libro ha un ruolo estremamente importante. Nel film sembra un po’ messa da parte.
Sublimi le scene ambientate nel Luogo di Mezzo.

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Amabili resti / 30 Novembre 2012 in Amabili resti

Il film è un caso particolare di “buon film dentro cattivo contenuto”. Nel dettaglio diremmo che la trama è viziata di uno sguardo troppo ambiguo tra il favolistico e il filosofico, che non riescono a sposarsi adeguatamente. Il paradiso è troppo terreno, troppo “sporco” di vizi capitali quali rancore, rabbia, solitudine e quant’altro, e la realtà è troppo casuale, troppo piena di miracoli, scontata ma ingiustificata. La realtà è che è buono il lavoro del regista, del cast tutto, degli operatori vari (buoni gli effetti speciali), ma non lo sembra più di tanto quello della scrittrice (film tratto da un libro). Il film non raggiunge la sufficienza.

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Bello, nonostante tutto / 28 Settembre 2012 in Amabili resti

Va bene, l’ho visto dopo aver letto il libro.
Va bene, come al solito il libro si rivela mille volte meglio del film.
Tuttavia non me la sento proprio di buttarlo via questo film…un film che mi colpisce è uno che una volta finito mi resta nel cuore e mi fa pensare per ore…beh con questo film è successo. Troppe scene tagliate, tutto è incentrato su susie e la sua morte…ed è anche giusto che sia così. Infondo 400 pagine sono difficili da rappresentare minuziosamente, quindi è giustissimo che il film si incentri su un filone tematico principale, anche se spesso per far ciò hanno stravolto tanto gli eventi quanto l’ordine cronologico di questi…nessun dettaglio di abigail e della sua storia con Len, la sorella Linsdey totalmente anonima nel film e invece quasi “protagonista” nel libro…insomma, i cambiamenti ci sono stati, tuttavia il film è riuscito a commuovermi più di un paio di volte, quindi un bell’8 se lo merita!

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30 Giugno 2012 in Amabili resti

Io continuerò sempre a chiedermi perché bisogna rovinare i libri sputtanandoli col film??? Insomma il libro è TROPPO diverso!! La cosa che più mi ha delusa è stata la figura della madre: non c’è nemmeno un granello di quella complessità e fragilità che esce fuori pian piano dal libro. Stessa cosa per il dolore del padre, qui rappresentato alla meno peggio nella scena in cui distrugge le bottiglie.
Il libro colpisce per le piccole cose, quelle scene di vita quotidiana che troppo spesso non godiamo abbastanza a fondo. Questo film invece è una collezione di luoghi comuni e banalità.
E poi, diciamolo, ma che cagata è sto paradiso??? Farfalline, prati verdi e cielo azzurro. Ma che banalità! E a me che dava fastidio già nel libro, dove invece è molto più simile alla realtà.
Oltretutto il primo bacio lo dà davvero al ragazzo prima di morire!! Insomma un film sbagliato! Gli concedo la sufficienza giusto per le poche scene e i pochi dialoghi presi passo a passo dal libro.

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1 Giugno 2012 in Amabili resti

Peccato per il finale: molto, troppo lento. Un susseguirsi di potenziali scene di chiusura. Sembrava quasi che il buon Peter non sapesse bene come mettere la parola “Fine”. Per il resto un film che mi ha comunque coinvolta. Bello.

21 Ottobre 2011 in Amabili resti

Premetto di non aver letto il libro (cosa che in genere faccio) per cui non posso fare un paragone.
Comunque come film mi è piaciuto…Stanley Tucci è fantastico!

Fondamentalmente inutile / 28 Settembre 2011 in Amabili resti

Puerile. Scontato. Superficiale. Kitsch. Stucchevole.
La capacità di resa immaginativa di Jackson, come l’avevamo vista al servizio di “Il signore degli anelli” qui diventa un gioco puerile di fantasie trite e ritrite, senza capacità di far sognare lo spettatore (a meno che non sogni già di suo – in questo caso perché si è addormentato davanti a una pellicola “mortale”… (ops)). Certo, nell’altro caso c’era un libro che gli forniva un materiale splendido, ma ciò non toglie che abbia saputo rendere in modo grandioso contenuti e descrizioni certamente complessi, e senza far sentire troppo la mancanza del testo letterario; eppure, anche in questo caso a sentire i commenti di altri, esisteva un libro da cui attingere e che sembrava aver qualcosa da dare (non l’ho letto, e certamente a questo punto non lo leggerò, anche perché non mi “fido” della letteratura americana contemporanea soprattutto quando ammantata di grande successo “penetrante” e intrisa di riflessioni molto new age: ehi voi, sapete che la ricerca di una verità interiore – trascendente o qualunque altra natura assuma – esiste da migliaia di anni?). Ma anche restando solo al film quale opera in sé, la trama è scontata e anche un po’ sconnessa, finita in fretta (es: il ritorno a casa della mammina rinsavita, l’incursione della polizia nella casa verde, e il serial killer che muore chissà dove…) e non c’è nemmeno un po’ di pathos da thriller ben più banali, gli aspetti “riflessivi”, psicologici, umani sono superficiali, intrisi di luoghi comuni, così mediocri e da copione che li si potrebbe recitare insieme al personaggio (nonna disfunzionale compresa) l’ispirazione alle “esperienze di pre-morte”, ai viaggi astrali e tutta la letteratura che gira intorno ai “limiti della coscienza” sono così evidenti (ma talmente banali) che il gioco è a carte scoperte ancora prima che inizi… no comment sul tema poteri paranormali… insomma…
Salvo solo la microscopica resa sotterranea della trappola in cui cade la protagonista, e mi riferisco proprio solo e soltanto all’idea che fosse un bunker sottoterra in un campo di grano (magari è un dato del libro, sorry Peter), ma se mi soffermo troppo e scrivo altre due parole faccio in tempo a cambiare idea viste le associazioni di “scontatezza” che mi stanno venendo in mente…

Insomma, ma come ha fatto a prendere 3,5 stelline su Mymovies (mediamente affidabile)? Ho decisamente bisogno che qualcuno me lo spieghi.

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Hanno rovinato il libro / 28 Aprile 2011 in Amabili resti

Fate una cosa: leggete il libro e non azzardatevi a vedere il film. Non l’hanno mai fatto, non esiste, è una leggenda,…. il libro, il libro merita.

Freddo / 6 Aprile 2011 in Amabili resti

La trama aveva potenziale. Poteva essere un film intenso, ma non lo è stato. Credo che il sovrannaturale sia l’elemento di troppo: trasforma il dramma in fantascienza e, a mio parere, svuota la storia. La morte di una ragazzina è un evento tragico e specialmente innaturale, che senza dubbio sconvolge la vita della famiglia coinvolta. Non ho visto alcuno sforzo di introspezione psicologica sul dolore dei familiari, nè sulla perversione dell’assassino. Il fantasma della bambina poteva essere benissimo evitato, così come gli effetti speciali in stile E.T.

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filmetto / 6 Aprile 2011 in Amabili resti

Non ho sentito un filo di tensione, nè nella famiglia nè in lei morta. Molti personaggi non ho capito perchè siano lì (non ho letto il libro), tipo il moro, il fidanzato della sorella e anche Ruth sono citati, abbozzati, senza un vero ruolo e in un film durato 2 ore mi sembra grave.
Poco ho capito delle dinamiche familiari a parte il fatto, l’evento traumatico che sarebbe traumatico in ogni famiglia, non mi sembra ben raccontata l’evoluzione del dolore (se non nel bambino), la risoluzione del dolore e per contraltare le sensazioni di Susie dall’oltretomba sono parimenti abortite.
I colori sono anche belli, la parte dell’oltretomba è però assai convenzionale, c’è sempre un tripudio di natura, possibilmente un albero della vita, farfalle, luce.
In generale mi è sembrato un compito portato a termine senza grande coinvolgimento, senza una chiara finalità, senza un taglio, per la storia, forte e che desse una direzione alla storia stessa.

Unica citazione la scena delle bottiglie e delle navi dentro che si rompono quando il padre le distrugge

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5 Aprile 2011 in Amabili resti

Tratto dal romanzo di Alice Sebold, un thriller particolare influenzato dalla vena fantasy di Peter Jackson.
Prima parte con la crescita di Susie, ben interpretata dalla giovane Saoirse Ronan (Espiazione) nella famiglia felice con i genitori Mark Wahlberg e Rachel Weisz, un fratellino e una sorella. Poi l’evento tragico che condiziona il film con Susie che vaga in un limbo (tra la Terra e il Paradiso) cercando di vegliare sui suoi genitori ma allo stesso tempo “esplorando” la sua nuova condizione e Iniziando pian piano a rendersi conto delle cose che le saranno negate per sempre. La scomparsa di una figlia (il cadavere non si trova) è spesso causa di una separazione tra i genitori e anche questo caso non fa eccezione. Con il padre che non si rassegna e diventa quasi ossessionato nel cercare di capire cosa è successo alla sua amata figlia.
Il film riesce ad avere anche dei momenti ironici grazie alla nonna Susan Sarandon che ritorna nella casa per cercare di aiutare la figlia a superare la tragedia (con alcuni momenti comici)
Alcune immagini sono fantastiche, come il parallelo tra la disperazione del padre che infrange le bottiglie con le navi e le navi stesse che si infrangono nel “nuovo mondo” di Susie. Assomiglia vagamente a qualche scena di “Al di là dei sogni” film onirico con Robin Williams.
Stanley Tucci nei panni del killer è un personaggio inquietante nella sua apparente normalità.
Il film, come anche il libro, mantiene la narrazione in prima persona, dal punto di vista di Susie.

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13 Marzo 2011 in Amabili resti

Premetto che per una serie di coincidenze mi sono trovata a vedere prima il film senza avere ancora letto il libro.
Per quanto la storia sia tutt’altro che leggera, questo film mi è piaciuto. Ho apprezzato la scelta di non indugiare sulla violenza con scene crude, anche se il faccino angelico della bellissima (e giovanissima) protagonista fa venire il groppo in gola al solo pensiero.
Il personaggio dell’assassino (un irriconoscibile Stanley Tucci) è veramente molto riuscito, con la sue nevrosi, l’hobby per il collezionismo (elemento che lo accomuna al padre della piccola vittima), l’aspetto apparentemente ordinario e soprattutto uno sguardo davvero inquietante (in realtà aiutato da un paio di lenti a contatto chiare). Io ho tifato per il padre: poveretto, gliene capitano di tutti i colori, e tra botte e fuga della moglie, la morte della figlia è solo l’inizio. Simpatica però la nonna-ubriacona (Susan Sarandon molto anni ’70, cotonata e con una spessa linea di eye-liner).
Ho trovato quasi disturbante la scena onirica nel bagno, con tutto quel sangue raggrumato e intriso di fango, il rasoio in bella mostra sul lavandino e soprattutto lui, l’assassino pedofilo immerso nudo in una vasca con un panno sul viso (la sua espressione malata quando mostra il volto è davvero da brividi). Un’altra parte davvero triste ed inquietante è quella in cui vengono passate in rassegna tutte le vittime del mostro, scoprendo che tra di loro c’è una bimba di 6 anni – quando Susie la incontra insieme alle altre vittime alle soglie del Paradiso e l’abbraccia piangendo mi sono commossa, ammetto.
Bellissime le scene ambientate nell’Aldilà, davvero un piacere per gli occhi con tutti quei colori.
Ecco, se devo trovare una pecca a questo film, direi che due cose mi hanno lasciata perplessa. Innanzitutto, la scena della discarica. A parte il fatto che speravo che la ragazza avesse un’intuizione sul contenuto della cassaforte, ho trovato francamente inutile la scena in cui Susie si “reincarna” brevemente prima di entrare in Paradiso per avere il primo bacio. Oltre a sembrarmi una scena tratta pari pari da ‘Ghost’, mi è parsa una scelta gratuita, poco coerente. La seconda cosa che mi ha convinta pochissimo, invece, è il fatto che un cadavere in decomposizione possa rimanere 11 mesi in una cassaforte all’interno di un seminterrato senza destare sospetti. Pur trattandosi di una cassaforte, dubito che non ne uscirebbe alcuna traccia olfattiva (quando la sorella irrompe nella cantina dell’assassino passa davanti alla cassaforte senza notare nulla. Davvero improbabile).
A parte queste pecche, un film molto bello, reso certamente inquietante dall’idea (retorica) che purtroppo storie così accadono davvero.

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4 Marzo 2011 in Amabili resti

Un film che sembra più lento del libro da cui è stato tratto, ma bello, onirico (e non potrebbe essere altrimenti visto che la protagonista vive nel suo personale paradiso). E come nel libro la storia raccontata ha un sapore dolce ma allo stesso tempo amaro, tutto è sospeso come in un sogno e nonostante la violenza di una storia così terribile non c’è una scena cruenta o scioccante che lasci lo spettatore sconvolto: vediamo ciò che vede lei e lo vediamo coi suoi occhi da ragazzina, protetti da un mondo dove tutto è possibile e dove non c’è pericolo. La protagonista assiste alla ricerca del suo assassino, ma non può intervenire in nessun modo, se non facendo sentire la sua presenza a chi le ha voluto bene per aiutarli ad aiutarla e poter finalmente trovare la pace. Una storia che affronta il tema della morte e di un’anima che non riesce ad abbandonare la vita terrena perchè legata ancora ai sentimenti e alle persone che ha conosciuto, la storia di una ragazzina alle prese con i primi amori e con nuove esperienze che non potrà mai crescere.
Peter Jackson (Il signore degli anelli\King kong) si discosta un pò dal suo genere, ma proprio per questo dimostra di essere un gran regista, la sua interpretazione del mondo di Susie è spettacolare, e l’attrice che la impersona non è certo da meno: non credo ci fosse nessun’altra che sarebbe stata migliore per questa parte.

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