Recensione su Alita - Angelo della battaglia

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Motorball / 3 Giugno 2020 in Alita - Angelo della battaglia

Buon film tratto da una graphic novel su cui Cameron ci aveva lavorato ma poi ha passato la mano a Robert Rodriguez.
Nel 26° secolo, il dottor Dyson Ido (Christoph Waltz) trova in una discarica un cyborg mezzo distrutto ma con chip ancora funzionante. Le dà il nome di Alita (Rosa Salazar), lei non conserva memoria della sua vita passata ma si dimostra un talento nelle arti marziali.
Così come Alita, anche noi spettatori pian piano conosciamo il mondo in cui è ambientata la pellicola; fantastiche le prime scene di stupore di Alita che trova entusiasmo per quasi ogni cosa che la circonda. La prima parte è quindi più di esplorazione e conoscenza del passato; la seconda più avvincente dove Alita inizia a conoscere le sue capacità e a trovare uno scopo nella sua vita. Nel film non mancano i sentimenti: quello del dottor verso Alita come quello nei riguardi di una figlia, Alita e il giovane Hugo, ma anche l’ex moglie di Dyson, Chiren (Jennifer Connelly), che inizialmente sembra fredda e spietata ma lascia ancora trasparire un pizzico di umanità. Spettacolare il Motorball che ricorda moltissimo il Rollerball, altrettanto violento e con lo stesso “scopo”. La pellicola potrebbe dare il via a una serie.
Nel resto del cast da citare Mahershala Ali (visto in Green Book) nei panni di Vector, importante personaggio nel Motorball ma non
solo, Michelle Rodriguez compare in un piccolo ruolo (è la “spalla” di Alita nella vita precedente), Eiza Gonzalez (Baby Driver) è un cyborg (il primo che affronta Alita).

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