Recensione su Alita - Angelo della battaglia

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Innocenza e forza / 24 Luglio 2019 in Alita - Angelo della battaglia

Film chiaramente diretto a un pubblico giovanile, con i suoi echi di Pinocchio, la protagonista adolescente, il mondo diviso tra buoni e cattivi (sia pure con un paio di personaggi più ambigui), le gare di pattinaggio. E tuttavia Alita si fa apprezzare: per la storia compatta, che non si dilunga in antefatti (c’è solo qualche stringatissimo ricordo del passato) ed è priva di riferimenti a puntate precedenti di cicli interminabili; per una certa serietà nella recitazione, che non indulge troppo nel sarcasmo sovraccarico tipico di altri film del genere; per le belle scene di combattimento; e soprattutto per la protagonista, in cui gli opposti dell’innocenza giovanile e della forza meccanica si fondono armoniosamente in una sintesi originale e convincente. Rosa Salazar è un po’ mortificata dal ricorso pesante all’editing digitale della post-produzione, ma per il resto se la cava bene; Christoph Waltz è un Mastro Geppetto del futuro; Jennifer Connelly e Mahershala Ali sono sprecati in due parti non sufficientemente sviluppate.

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