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Recensione su Alien - La clonazione

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25 gennaio 2013

E con questo quarto capitolo si conclude il recupero della saga in vista di Prometheus ( non che sia finita: adesso tocca ai Predators). Devo dire che la scelta di Jeunet mi faceva storcere il naso, perchè lo vedevo come stonato nell’universo Alien. E invece sono stata prontamente smentita dal film migliore della saga dopo il primo e perfetto Alien. Superando nettamente il terzo capitolo di Fincher, ha il grossissimo merito di infondere nuova linfa vitale e di tenere lo spettatore sinceramente interessato. La sceneggiatura, firmata da Joss Whedon, introduce molti elementi nuovi alla mitologia ed è vivace, scoppiettante, ironica, palpitante. C’è tensione, c’è orrore, c’è il buffo e c’è un Jeunet che filma a modo suo, facendosi riconoscere per quelle sue peculiarità che danno un deciso tocco ironico e perfino gore.
Le creature hanno pressappoco raggiunto la perfetta resa tecnica e il “Newborn” è l’apoteosi del fascino per me. E’ animalesco e umano, è tenero e orribile, è una commistione perfetta. Numerose le scene genuinamente belle ( la nuotata, i disturbanti cloni mal riusciti, la Regina…), accompagnate da una buonissima scenografia e fotografia e da un senso del ritmo che spesso manca.
Insomma, mi ha esaltato parecchio.

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