Recensione su Ali

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16 Dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo lo volevo vedere io da tempo immemore, perché sono un super fan di Willy (a proposito) e mi mancava. Mann è un regista enorme, il film non segue la strada della biografia pedissequa ma si concentra su alcuni periodi ed eventi della vita del campione. Dalla prima volta in cui divenne campione mondiale dei pesi massimi come Cassius Clay, alla conversione all’Islam, l’amicizia con Malcom di-lì-a-poco-mi-sparano X, il cambio di nome in Mohammed Alì. E poi il rifiuto di arruolarsi per il Vietnam (“i vietcong? A me non hanno fatto niente”), la squalifica, il processo e poi il grande ritorno, con particolare enfasi sull’incontro soprannominato da quel prezzemolino di Don King, quello matto nero e coi capelli sparati che poi organizzava anche gli incontri di Tyson, dicevo soprannominato “rumble in the jungle”, tenutosi nello Zaire di Mobuto nel 1974. In pratica Willy, ehm, Alì in quell’incontro usa quasi la strategia di Homer, le prende finché Foreman non è stanco, e alla fine gli molla tre pugni e torna campione del mondo.

Il film è validissimo, pur senza essere memorabile e peccando in alcune imprecisioni. Ma riesce a dare un’idea dell’uomo che era diventato il campione del popolo partendo dal niente, della sua vita, le sue idee (poche ma chiare), la sua faccia di ca**o quando parlava con la stampa e cose così. Willy a faccia di ca**o problemi ovviamente non ne ha, per impersonare il personaggio qui lo hanno fatto gonfiare come un canotto. A livello simbolico Muhammed Alì è stato qualcosa di enorme che molto probabilmente chi non l’ha vissuto non può nemmeno percepire, e il film riesce a rendere questa sua eccezionalità. Grande Willy *_* dacci dentro!

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