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Alla ricerca degli anni Ottanta / 3 febbraio 2017 in Adventureland

Riferimenti autobiografici a parte (il regista, Greg Mottola, è stato adolescente in quel periodo, vivendo, pare, storie simili a quelle raccontate nel film), non ho capito l’utilità della contestualizzazione anni Ottanta della vicenda: mai, a fronte di qualche capigliatura estrema e di una bella colonna sonora più o meno d’epoca (il periodo discografico di Lou Reed che viene ampiamente citato aveva raggiunto il suo apice un bel po’ di tempo prima), ho avuto l’impressione di “trovarmi” negli anni Ottanta. Mottola non riesce neppure per sbaglio a caratterizzare significativamente né il contesto, né i personaggi, imbastendo una storia sì leggera e godibile se proprio non si ha niente di meglio da vedere una sera, sul divano di casa, ma davvero sempliciotta, che tenta più volte di rendere indimenticabili alcune figure, alla ricerca dell’icona di turno.
In questo senso, ho trovato molto impalpabile il personaggio interpretato dalla Stewart: posto che non si tratta, a parer mio, della sua peggiore prova tra quelle che mi è capitato di vedere, la sua Em non ha davvero “carattere”. Ma è così, più o meno, per tutti i personaggi, inscatolati dentro cliché privi di mordente e di qualsivoglia sfaccettatura in grado di renderli davvero iconici. Diciamo che si salva James, interpretato da un adatto ma sempre uguale a sé stesso Jesse Eisenberg.
Per quel che mi riguarda, peccato.

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