Recensione su Il ladro di orchidee

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La Filosofia dell’Adattamento / 23 Gennaio 2014 in Il ladro di orchidee

un metafilm sul processo di adattamento di una fonte cartacea in immagini su pellicola ma anche di adattamento dell’essere umano a differenti situazioni ed eventi. inizialmente ideato come vera e propria trasposizione, il geniale Kaufmann ha voluto far del suo Ladro di Orchidee un film sui sentimenti, sulle emozioni e sulle relazioni che intercorrono tra diversi individui e tra individui e concetti. in perfetto stile Spike Jonze il film presenta diverse allucinazioni filmiche, a cominciare dalla tematica postmoderna della storia-dentro-la-storia per finire col doppio ruolo di Nicolas Cage, nei panni dello stesso Charlie Kaufmann e del fratello gemello Donald, mai esistito, ma mai più reale nel film. sicuramente non per tutti i palati, a tratti lento, a tratti riflessivo e introspettivo per sorprendere con una coda da thriller. bravi gli interpreti e il protagonista, chiamato a rappresentare le ossessioni, i dubbi e i conflitti dello sceneggiatore, rispecchiando nel suo gemello le inquietudini e le forme del successo cinematografico. non eccellente ma interessante.

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