Recensione su Solo: A Star Wars Story

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Solo : ora con spoiler. / 7 Giugno 2018 in Solo: A Star Wars Story

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Solo
Ora con spoiler.
Quindi se non avete visto il film girate la testolina verso la finestra perché potreste scoprire cose che meglio di no fidatevi, ma tornate a film visto mi raccomando.

Venerdì scorso ho visto Solo, del regista Ron Howard. Il protagonista del film è un giovane Han, un ragazzo che sopravvive come può (cioè rubando) a una quotidianità fatta di miseria. L’intro del film sembra uscita dal miglior Frankenheimer, sapientemente diretta da Ron Howard che infila un inseguimento girato come Rush. Sin dai primi minuti la contaminazione dei generi è abbastanza evidente, sebbene Solo resti un film di guerre stellari. Questo va detto, ma poi tanto ci torno per bene. L’inseguimento piazzato su Corelia, un buco di c**o in una galassia lontana, potrebbe essere benissimo ambientato a Capena o in una periferia di una grande città qualsiasi e questa cosa mi è piaciuta tantissimo. Ora, il film è ambientato agli albori dell”Impero Galattico con i Sindacati del Crimine che spadroneggiano attraverso il contrabbando di profughi, schiavi e preziosissimo carburante; dove l’Impero appoggia tutto e anzi sfrutta la situazione a suo vantaggio. Han e la sua amata Qi’ra vogliono però un posticino dove poter amarsi senza troppi cazzi nel c**o ma il loro amore viene stritolato dalla Signora del Crimine Lady Proxima. Quindi niente Han si arruola e finisce a combattere per l’Impero in un pianeta da conquistare, un pianeta trasformato in trincea. Altra contaminazione di generi.
Dalla fantascienza si passa alla Prima guerra mondiale, con Woody Harrelson nella parte di Tobias Beckett che si muove nelle trincee uguale uguale a Kirk Douglas in Orizzonti di Gloria. Inquadrato con un mezzo busto molto simile.
Han accusato di diserzione viene dato in pasto a una “bestia” che poi si rivela essere Chewbecca versione punkabbestia ma presto fanno amicizia e allora fuggono dal pianeta in guerra. Albori dell’Impero e albori di un’amicizia. Il film continua con Han e Chewbacca impegnati in una missione western, un assalto al treno in una sequenza fantastica. Qualcuno ci rimette la vita e la missione fallisce. La prima parte del film è semplicemente un capolavoro, ritmi serrati, tanta azione, montaggio veloce, inquadrature strette alla Sergio Leone, sparatorie, assalti al treno e tante cose. Tutto molto bello, ma veniamo anche ai difetti del film.
Solo a me è piaciuto, mi è piaciuto come è stato caratterizzato il personaggio del giovane Han. Vista l’eta arrogante e ca**one, un Han che non ha ancora capito l’importanza di far parte di un gruppo e di aiutare per il bene comune anche se il tarlo gli è stato messo (nel finale). Solo è un buonissimo prodotto e vi consiglio di recuperarlo, ma anche un prodotto con delle incongruenze.

Nella seconda parte si allunga il brodo un po’ troppo, Solo è un film dalla durata di due ore e venti e forse un taglio di venti minuti (se non trenta) avrebbe giovato. Dopo il fallimento dell’assalto al treno c’è un’altra missione sempre con lo stesso tema di fondo: rubare il coassio grezzo dalle miniere di Kessel e portarlo a una raffineria poi. Fra alti e bassi questa parte l’ho adorata e odiata perché: Han ritrova Qi’ra, diventata luogotenente del boss
Vos, dopo tre anni; ci sono Lando Calrissian e il suo fedele droide L3-37 (una specie di Spartacus robotico, altra strizzata d’occhio a Stanlio) ma soprattutto compare il Millennium Falcon. Fra alti e bassi perché sebbene abbia amato lo spirito libero di L3-37 c’è tutta la scena della fuga dal pianeta, mentre i contenitori si stanno surriscaldando con rischio di esplodere, che m’ha fracassato i cogli**i. Per scappare da Kessel, dopo la fichissima rivoluzione di schiavi, Han Solo scappa per un corridoio strettissimo fuori dalla normale rotta, che solitamente misura 20 parsec, e in questo modo accorciandola (rimando a una battuta della vecchia trilogia, se non ricordo male). Ma nella fuga attraverso l’iperspazio c’è un mostro polipo fatto male male e non so perché sia stato messo. Forse è una strizzata d’occhio ai film di Corman, regista con cui Howard collaborò anni fa, ma a questo punto allora mettimi un modellino e io sono contento. Ma torniamo un attimo indietro, la prima parte del film si conclude con un fallimento e un paio di morti no?

Ma attenzione
SPOILERONE GUARDATE ALLA FINESTRAAAA
I predatori che accoppano la moglie di Beckett alla fine sono buoni, la morte della donna quindi è un “danno collaterale” (con tante virgolette) ma Beckett la prende un po’ troppo con tranquillità. Abbiamo “quel tipo di finale lì eh” ma, dal momento in cui hanno ferito mortalmente il tuo pilota preferito e tua moglie si è fatta esploder pur di far andare a buon fine una missione che poi fa fallire Han, almeno un altro buco da cui cagare io glielo avrei fatto al nano predone. Grossa incongruenza, non trovate?

Infine c’è il combattimento lunghissimo nelle stanze del boss dell’Alba Cremisi dove tra l’altro compare anche un teschio di cristallo (un giorno curerò uno speciale complottistico dedicato alle affinità fra Indiana Jones e Star Wars su Questa Sera Niente Popcorn e vi spiego tutto), tre colpi di scena che si susseguono uno vicino l’altro… forse si erano resi conto che si erano presi un po’ troppo tempo per dire quello che volevano dire e avevano finito il tempo a disposizione.

Però il Triello finale <3 DonMax

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