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Recensione su A Single Man

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24 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tom Ford è uno stilista gayssimo di cui io non so niente (e la cosa non mi fa morire di disperazione, comunque wiki). Però ha fatto questo film laccato e gay e curato e melodrammatico e triste che non era niente male. C’è questo insegnate, con degli occhiali gay, a cui è morto l’uomo della sua vita, relazione di 16 anni, e non si ripiglia più. Morto in uno di quegli incidenti belli e cinematografici, in una coltre di neve bianca. Riaffiorano i ricordi a flashback, e la solitudine, che condivide con un suo giovane studente e con una vecchia amica. Pensa al suicidio, ci ripensa. Vale la pena, non ne vale? (le battute tipo “ne vale il pene?” teneteveleohohohoh… nono, be serious). Lui e l’amica fumano delle sigarette rosa che sono un qualcosa che non si crede di poter vedere in giro. La sua esistenza grigia si accende e colora letteralmente nelle immagini quando interagisce con le altre persone. Come una fiamma che lotta per restare accesa (ehi, ma che figo la fiamma, ma l’ho visto io sto film?:S).

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