Recensione su A Simple Life

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A Simple Life
Regia:

16 Dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La vita semplice è quella di Ah Tao, che per tutta la vita ha fatto la domestica per la famiglia nonricordo il nome. Ora a Hong Kong è rimasto solo Roger, che si occupa di cinema, e quando Ah Tao da i primi segni di vecchiezza le cerca un ospizio e se ne prende continuamente cura, restituendole tutto l’affetto che lei gli aveva dato crescendolo. I due sono tenerissimi ed è come se si instaurasse, con la malattia, un rapporto tra madre e figlio che va ben oltre la dinamica tra il servo e il padrone che era quella iniziale. Tra ricordi e piccoli momenti di spensieratezza tra i decrepiti compagni di ospizio, se ne tratteggia, giustappunto, la semplice vita di Ah Tao, passata tutta nel servire gli altri ma che non ha nessun rimpianto ed è felice di essere ormai parte della famiglia. L’attore è uno di quelli che fanno di solito i film d’azione di HK, e c’è un incredibile cammeo di Tsui Hark nel ruolo di se stesso. Il film tutto è un coraggioso sguardo posato sulle strutture dove i vecchi di Hong Kong vengono stivati una volta che hanno accumulato troppi anni, e una celebrazione del fatto che per essere felici non bisogna per forza essere Alessandro Magno e conquistare il mondo, ma esser soddisfatti di come si è vissuta la propria semplice vita.

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