Camera con vista

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Camera con vista

Dall'omonimo romanzo di E. M. Forster. La giovane e timida Lucy parte con l'anziana cugina Charlotte alla volta dell'Italia. La pensione Bertolini di Firenze è il luogo dove incontrano altri turisti inglesi in particolare gli Emerson padre e figlio con i quali scambiano la stanza per avere la vista sull'Arno tanto desiderata. Tornata a casa Lucy deve fidanzarsi con Cecil, scelto per convenienza e posizione sociale dalla famiglia ma non riesce a scordare il giovane Emerson con il quale aveva scambiato un bacio durante una gita a Fiesole. Caso vuole che proprio gli Emerson diventino i nuovi vicini di Lucy e portino scompigli nella compassata vita di campagna.
leodefrenza ha scritto questa trama

Titolo Originale: A Room with a View
Attori principali: Helena Bonham CarterJulian SandsMaggie SmithDenholm ElliottDaniel Day-LewisSimon Callow, Rosemary Leach, Rupert Graves, Patrick Godfrey, Judi Dench, Fabia Drake, Joan Henley, Amanda Walker, Maria Britneva, Mia Fothergill, Peter Cellier, Matyelok Gibbs, Kitty Aldridge, Patricia Lawrence, Freddy Korner, Elizabeth Marangoni, Mirio Guidelli, Lucca Rossi, Isabella Celani, Luigi Di Fiore
Regia: James Ivory
Sceneggiatura/Autore: E.M. Forster, Ruth Prawer Jhabvala
Colonna sonora: Richard Robbins
Fotografia: Tony Pierce-Roberts
Costumi: Jenny Beavan, John Bright
Produttore: Ismail Merchant
Produzione: Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 117 minuti

British Style / 10 Maggio 2016 in Camera con vista

Delicata ed elegante trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Edward Morgan Foster, A Room with a View descrive un mondo, quello dell’alta società britannica di inizio Novecento, appena uscito dall’età vittoriana e quindi sessualmente represso e ancora legato ai retaggi dell’Ottocento.
Diviso nettamente in due parti, il viaggio in Italia e il ritorno in Inghilterra, il film mantiene un ritmo pacatamente costante per tutta la durata, con meravigliose location (la Firenze che incanta gli stranieri) e scenografie.
La regia di James Ivory non invade il campo ad una sceneggiatura impeccabile, che si aggiudicò uno dei tre oscar vinti dalla pellicola.
Il barocchismo dei titoli di testa e dei cartelli che annunciano i cambi di scena può apparire esagerato, ma è in fin dei conti in linea con l’eleganza della pellicola, che si fregia anche di musiche di sicuro effetto come l’aria O mio babbino caro tratta dal Gianni Schicchi di Puccini e cantata dal soprano di origine maori Kiri Te Kanawa.
Un Daniel Day Lewis che si preparava a diventare uno dei più grandi attori del cinema mondiale, – sicuramente tra i più grandi della sua generazione – non ruba la scena all’esordio sul grande schermo di una giovanissima Helena Bonham Carter.

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Il pennino inglese di un regista americano / 26 Aprile 2016 in Camera con vista

Un fulgido esempio di romanzo cinematografico nello stile registico di Ivory. Superficialmente si potrebbe definire patinato, ma pur ostentando un marcato didascalismo pittorico e una fotografia civettuola di gusto retrò Ivory riesce a modellare i personaggi con estrema grazia, accentuando l’aspetto più simpaticamente vezzoso dell’alta società inglese. Il cast è meraviglioso e va ascoltato rigorosamente nella scioltezza dell’accento british; Daniel Day-Lewis e Maggie Smith adorabili caricature, inappuntabile Denholm Elliott e notevole esordio nel grande cinema per Helena Bonham Carter.

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