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Recensione su Grindhouse - A prova di morte

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13 dicembre 2011

Ne avevo un ottimo ricordo: rammento che quando lo vidi al cinema mi divertì moltissimo e che la sua colonna sonora mi entrò nelle vene.
L’ho rivisto ieri sera per la prima volta dopo ben quattro anni e l’effetto finale è stato ugualmente adrenalinico.

Tarantino allo stato puro: divertente, verboso, iconico, provocante, teso.
Tanti piedi femminili… 😀
Quando cincischia con gli effetti garage (pellicola sfocata, graffiata, fotogrammi saltati), si compiace troppo, effettivamente, suona lezioso.
Ma la sua tecnica registica e la sua creatività estetica mi appagano puntualmente e il suo pavoneggiarsi passa, per me, in secondo piano.

Deathproof è un ottimo esercizio di stile, con bei personaggi, ottime facce, un Kurt Russell ripescato con ottimi risultati dal dimenticatoio (come, prima di lui, Carradine, Pam Grier… Travolta!) e perfetto nel ruolo di Stuntman Mike (un’altra giacca-feticcio, la sua, anticipatrice di quella di Drive), Zoe Bell strepitosamente folle, e poi quei dialoghi frizzanti, ritmati, divertiti e divertenti…

Insomma, un Quentin “minore” ma comunque in gran spolvero, un ottimo riscaldamento in vista di quel gran bel lavoro che sarebbe stato il successivo Inglorious Basterds.

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