14 Recensioni su

Grindhouse - A prova di morte

/ 20076.8539 voti

4 Aprile 2017 in Grindhouse - A prova di morte

sette di testa, nove col cuore️️

Annacquato / 29 Marzo 2016 in Grindhouse - A prova di morte

Recuperato a distanza di anni questo film rimane probabilmente il meno riuscito della carriera di Tarantino. Ovviamente è penalizzato dall’essere nato come metà di un doppio film poi diviso e distribuito separatamente per motivi economici e questo è innegabile che abbia influito nella abnorme massa di dialoghi (anche abbastanza poco ispirati rispetto agli standard cui Tarantino ci ha abituati) che appesantisce almeno tre/quarti di film. L’ultima mezz’ora però dimostra quello che sarebbe potuto essere questo film e non è stato, con il migliore inseguimento automobilistico visto al cinema da tempo immemore, forse proprio dai tempi di quel “Punto Zero” più volte citato dalle bellissime protagoniste.

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UAO / 6 Settembre 2015 in Grindhouse - A prova di morte

L’inseguimento finale,che dura più di mezz’ora,è qualcosa di incredibile.
Il resto del film non è quello che mi aspettavo…

12 Maggio 2015 in Grindhouse - A prova di morte

Sono un fan di Tarantino e come ogni fan aspettavo con ansia di vedere questo film dal trailler mi sembrava ottimo… ma poi vedendolo l’entusiasmo è pian piano calato, il film sembra non decollare mai promettendo tanto nella pazzia al volante di Stuntman Mike ma poi quando deve fare le cose concrete non è alla prova delle aspettative, alcuni dialoghi si salvano, almeno in quello Quentin non mi delude il voto 6 è solo per quello.
Tra quelli che ha girato questo è quello che mi ha colpito di meno…

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2 Marzo 2015 in Grindhouse - A prova di morte

Tarantino…
O lo adori o lo detesti.
Questo suo film “minore” ha il suo marchio in ogni scena.
La violenza, i dialoghi, le donne, le inquadrature, le figure eccessive ma geniali.
Tutto un insieme di elementi solo suoi.
La storia è un po’ confusa e non molto lineare. Sicuramente l’ho apprezzato di più nelle sue opere passate (Le Iene su tutte ma anche Pulp Fiction e Kill Bill…) ma anche in questo suo B-movie (come vedo scritto ovunque…) ha il suo perché.
Certo non di addormenti ne ti annoi…
Sempre un grande per me…
La fine spettacolare ed eccessiva chiude il cerchio…
Folle, eccessivo, esagerato come sempre…
Ma io faccio parte della schiera che LO ADORO!!!
Ad maiora!

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Tarantino è Tarantino / 27 Febbraio 2015 in Grindhouse - A prova di morte

Come si nota che è un film di Tarantino: violenza, dialoghi studiati, appassionante colonna sonora, inquadrature caratteristiche (come la scena al tavolo, dove la telecamera gira intorno ai personaggi, già usata per Le Iene) e, se non bastasse, gli insistenti primi piani sui piedi nudi delle protagonisti dovrebbero convincere anche i più scettici.
Si tratta forse di uno dei film meno considerati del regista, ma Grindhouse – A Prova Di Morte è un film decisamente curioso per lo stile (d’altronde il suo scopo è richiamare i film americani a basso costo in voga negli anni ’70) e che forse racchiude meglio di tutti gli altri lavori di Tarantino quella passione mai celata del regista per quella tipologia di pellicole definite comunemente col termine b-movie.
Il risultato è un film che appassiona e intrattiene piacevolmente, che gode di un buon cast prevalentemente al femminile, oltre a un sadico e cattivissimo Kurt Russel.

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6 Febbraio 2014 in Grindhouse - A prova di morte

Il film si mantiene quasi sempre sul 6. Scene già viste in altri film di Tarantino, la sceneggiatura enfatizza troppo il suo stile ma invece di sembrare realistico e brillante diventa un po’ noioso. Ho apprezzato (come sempre) la struttura non conformista della pellicola, le musiche che come al solito nei film di Tarantino sono fantastiche e alcune uscite brillanti, d’impatto, ironiche. Ma se ho dato 7 e non 6 (che per me sarebbe già un voto di tutto rispetto) è solo per il finale spettacolare. Niente da aggiungere. 🙂

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A prova di…B-Movies! / 25 Agosto 2013 in Grindhouse - A prova di morte

Lo sfrenato e “infantile” romanticismo di due rinomati registi riversato in un progetto singolare, fin troppo personale e sentito ma non del tutto compreso dalle orde di giovani fans che, impazzite, si riversano distrattamente negli ormai freddi, dispersivi e lussuosi multisala moderni. Grindhouse, partorito dalle menti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez come un “doppio spettacolo”, due episodi per parte con lo scopo di omaggiare un cinema ormai sommerso, quello dei drive in e delle sale di seconda visione, nelle quali, per la maggiore, si potevano “ammirare” i cosiddetti b-movies, pellicole low budget, sconclusionate, recitate alla buona e caratterizzate da una notevole violenza e scene di sesso esplicito. Un ammasso di opere tirate via, tra le quali però poteva nascondersi l’eccezione di un film superiore alla media delle migliaia di scarse pizze che inondavano le cosiddette grindhouse (i cinemini o Drive in in questione). La coppia Tarantino/Rodriguez lo imposta così per il mercato Usa, che però non risponde come ci si aspetterebbe, generando dunque un inatteso flop che costringe i due registi a dividerlo per il mercato europeo. Eccoci quindi a parlare di “Grindhouse – Death Proof” (A prova di morte), il frammento diretto da Mr Quentin.
Tarantino, qui, riempie il suo segmento di tutte le proprie ossessioni fisiche e visive, impadronendosi totalmente dell’opera, oltre ad esserne regista, sceneggiatore e produttore, ne è anche direttore della fotografia, omaggiando a briglia sciolta film su film, con richiami grandi e piccoli alla sua sconfinata filmografia mentale.
ll protagonista è Stuntman Mike, interpretato dal vecchio e coriaceo Kurt Russell, icona del cinema muscolare anni ottanta e interprete feticcio del maestro John Carpenter, qui nelle vesti di un maniaco omicida sui generis, un degenerato sfregiato che non uccide con le armi da taglio, tipiche del caro slasher, bensì con la sua automobile a prova di morte. La trama non è altro che un mero pretesto, Tarantino imbastisce uno spettacolo tipicamente da drive in, per una dichiarazione d’amore ad un modo di concepire la settima arte ormai defunto, ad un modo di amare il cinema ormai smarrito, ad un modo di divertirsi surclassato dalle grandi major, il cinema visto quale cinema spettacolo, imperfetto ma che vive della sua imperfezione, pacchiano, grossolano e volutamente esagerato. Ogni cosa in “Death Proof” è un rimando a tutto ciò, personaggi volutamente poco interessanti e superficiali, musiche accattivanti che profumano di seventies, immagini, fintamente, sgranate ed usurate, sequenze tagliate con l’accetta e frettolosamente, tutto è in onore delle grindhouse, ed è realizzato con tanta minuzia romantica da farcene invaghire. Il film scorre, fra i soliti dialoghi fiume tipici del regista, con le bellissime girls impegnate a sviscerare colorite “perle di saggezza”, e scene d’azione tecnicamente perfette, lo scontro fra le due auto a metà film, montaggio geniale da cardioplama, e il lungo inseguimento finale, magistrale ed autentico, girato alla spericolata maniera di Punto Zero e Bullitt. L’inseguimento in questione è, in particolar modo, significativo, quando dalle sgombre e rurali strade campagnole del Tennessee le auto si immettono, come catapultate, nella gigantesca highway, tipicamente americana, popolata da vetture moderne e ultra tecnogiche, SUV e quant’altro, le quali però, a contatto con i due potenti e rombanti mostri vintage, schizzano via come palline da tennis impazzite, senza anima, senza volto e, assolutamente, senza nessunissimo tipo di fascino. Insomma, il “vecchio” che resiste al nuovo, perfezionato, e che resisite sia all’usura del tempo che al romanticismo di chi il “vecchio” lo ha amato e vissuto.

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28 Febbraio 2013 in Grindhouse - A prova di morte

13 Gennaio 2013 in Grindhouse - A prova di morte

Non il miglior Quentin, ma neanche un film da buttare via. Carino e piacevole con simpatici effetti fake vintage e b-movie. Sarebbe interessante vederlo nel ‘formato’ originale.

DeathProof / 25 Giugno 2012 in Grindhouse - A prova di morte

“Il bosco è magnifico,profondo all’imbrunire,e io ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire.Mi ha sentita Butterfly,miglia da percorrere prima di dormire.E se loro ti dicono così,allora tu…gli devi fare una lap dance!
(Jungle Julia)

Stuntman Mike corre a 200 km/h sulle assolate strade del Texas.Lui è un serial killer,ma poco importa.Probabilmente è destinato a diventare di culto.Tarantino trasporta sullo schermo le sue ossessioni maggiori(Donne,Pulp,Macchine) e le fonde creando un concentrato di passione,emozione,adrenalina e puro divertimento.”A prova di morte”,secondo sigillo dello scanzonato progetto Grindhouse ideato dalla scanzonata coppia Tarantino&Rodriguez,è un’ode al b-movies,al pulp,alle Grindhouse(sale di serie b),pieno zeppo di citazioni e ammiccamenti all’era di “Zozza Mary,Pazzo Gary”(da Carpenter a Coppola,allo stesso Tarantino).L’inizio del film ci mostra tre avvenenti fanciulle che guidano una macchina e scelgono come trascorrere la serata.L’idea di punta di questo meraviglioso film è il mostrare il potere femminile al di là degli schemi e dei luoghi comuni.Scelgono come divertimento trasgressivo il “Texas Chilli Parlor”,locale in stile anni 80′(ancora),gestito da un uomo interpretato proprio da Tarantino stesso.Alle loro figure da belle donne si incrocia quella di uno spietato serial killer,uno stuntman,un uomo che viaggia verso non si sa dove,con una cicatrice sulla faccia e la voglia di uccidere.Dice di chiamarsi Stuntman Mike(“E chi ca**o è Stuntman Mike?”,urla una soave Rose McGowan,autostoppista seviziata).Proprio nella cornice del locale si svolge una serata indimenticabile.Mike trova una vittima nell’auto-stoppista che gli chiede un passaggio;Le ragazze organizzano una serata coi fiocchi;Una di loro,per sfida,fa una lap-dance molto erotica a Mike,che divertito la osserva.Quindi,per i primi 30 minuti tutto appare normale.Poi,non appena Mike sale sulla sua scintillante Chevy Nova,scoppia l’inferno.Dopo aver ucciso l’auto-stoppista va alla ricerca sfrenata delle ragazze,e quando le trova,gli fa fare una brutta,brutta fine.Le ragazze sono ridotte come se “fossero state masticate e poi sputate da un fottutissimo gigante”.Già nell’autentica figura del killer,vediamo le ossessioni di Tarantino,sempre alla ricerca di nuove esperienze,tra segnali di stile e voglia di strafare,sopra le righe.La figura spettacolarizzata del killer,fra tanto rumore di macchine che si toccano,si sfiorano,come se stessero facendo l’amore,appare luminescente,e si viene attratti da una figura tanto carismatica.Ritroviamo perfino i due sceriffi di “Kill Bill”,che ci giurano che Mike non ricolpirà in Texas.Infatti,tredici mesi dopo torna a colpire lontano dallo Stato,a borda stavolta di una Dodge Charger truccata.Ancora un’altra serie di ragazze,ancora una vogli inconsulta di uccidere,ancora una battaglia senza esclusione di colpi.”A prova di morte” si costruisce da solo la sua aria da cult d’altri tempi:Un manipolo di ragazze pronte all’azione,Luoghi sperduti in cui un uomo gira su di un auto veloce e truccata senza dare nell’occhio,Un Killer che riesce a comprimere tutte le paure in una sola,Due storie uguali e contrarie,che fanno tanto b-movies anni 80′.Tarantino si lascia andare più del solito e ci regala un incredibile gioiellino,uno dei veri prodotti di intrattenimento intelligente della moderna cultura americana.Attaccatissimo per l’efferata volgarità,per le scene troppo imprevedibili,perchè Tarantino o lo ami,o lo odii.Non ci sono vie di mezzo.E “A prova di morte” è il manifesto di un autore che si conquista lo schermo con ogni minima movenza della macchina da presa,con un montaggio veloce e articolato,con vari scherzetti di genere,che fanno tanto un tipo di regia brutta,sporca e cattiva che piace tanto ai nostalgici.Come al solito,Tarantino ci parla di donne,ormai,si sa.Che siano esse abili fattucchiere della realtà,o semplici ragazzine desiderose di affetto e amore.Tarantino le ama e noi con lui.Il cinema di Tarantino è una violenta ossessione,lungimirante verso il relativo significato delle cose.Per questo,è un cinema che sa tanto di cult assoluto.

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24 Giugno 2012 in Grindhouse - A prova di morte

Privo ormai di idee, Tarantino cita se stesso e si rivolge ai pastiche.
L’aveva già fatto con Kill Bill. Qui sembra ridotto ancora peggio. Ma più avanti sfornerà Bastardi Senza Gloria, e al confronto con quello persino Deathproof sembra un film decente.

13 Dicembre 2011 in Grindhouse - A prova di morte

Ne avevo un ottimo ricordo: rammento che quando lo vidi al cinema mi divertì moltissimo e che la sua colonna sonora mi entrò nelle vene.
L’ho rivisto ieri sera per la prima volta dopo ben quattro anni e l’effetto finale è stato ugualmente adrenalinico.

Tarantino allo stato puro: divertente, verboso, iconico, provocante, teso.
Tanti piedi femminili… 😀
Quando cincischia con gli effetti garage (pellicola sfocata, graffiata, fotogrammi saltati), si compiace troppo, effettivamente, suona lezioso.
Ma la sua tecnica registica e la sua creatività estetica mi appagano puntualmente e il suo pavoneggiarsi passa, per me, in secondo piano.

Deathproof è un ottimo esercizio di stile, con bei personaggi, ottime facce, un Kurt Russell ripescato con ottimi risultati dal dimenticatoio (come, prima di lui, Carradine, Pam Grier… Travolta!) e perfetto nel ruolo di Stuntman Mike (un’altra giacca-feticcio, la sua, anticipatrice di quella di Drive), Zoe Bell strepitosamente folle, e poi quei dialoghi frizzanti, ritmati, divertiti e divertenti…

Insomma, un Quentin “minore” ma comunque in gran spolvero, un ottimo riscaldamento in vista di quel gran bel lavoro che sarebbe stato il successivo Inglorious Basterds.

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22 Giugno 2011 in Grindhouse - A prova di morte

Il nuovo film di Tarantino è a mio parere il più personale del regista. Nel senso che ci mette tutti gli elementi a lui cari, rendendo forse il film “meno commerciale” dei precedenti.
Sembra una pellicola di serie B degli anni ’70 ed è comunque molto carino (tanto x specificare: non è riduttivo questo mio commento). L’atmosfera e la stessa pellicola (specie nella prima parte un pò granulosa, mentre l’inizio della seconda è in bianco e nero…) rimandano proprio a quell’epoca…
Dicevo che compaiono tutti gli elementi tipici di Tarantino: qua le donne sono di nuovo protagoniste (dopo Jackie Brown e Kill Bill) con i piedi spesso in primo piano (ma non solo; nella prima parte spiccano numerose inquadratura da dietro di Vanessa Ferlito); poi i dialoghi sboccati…
Certo sarei stato curioso di vederlo come era nelle intenzioni di Tarantino, ovvero due film (il secondo è di Rodriguez ed è uscito separato) intervallati da finti trailer cinematografici (x ricalcare l’atmosfera delle Grindhouse dove veniva venduto un biglietto x due film).
Splendida la scena della lap dance di Vanessa Ferlito (che nella versione unita era stata tagliata) e molto + action la seconda parte rispetto alla prima dove ci sono più chiacchere…
Comunque il film è estremamente godibile con momenti divertenti, alcuni più violenti e altri semplicemente da seguire…

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