?>Recensione | Passaggio in India | L’Anglo-India e la...

Recensione su Passaggio in India

/ 19847.127 voti

L’Anglo-India e la “vera India”, l’Occidente e l’Oriente. / 18 agosto 2015 in Passaggio in India

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Passaggio in India è stato l’ultimo lavoro del regista britannico David Lean e per questo film fu nominato agli Oscar come miglior regista.

Il tema dominante è la diversità sociale e culturale tra gli inglesi e gli indiani, che trascorrono la loro vita ognuno nel proprio mondo, chiusi in ambienti a compartimenti stagno.

Nell’India coloniale del 1920 Adela, una donna appena arrivata dall’Europa con la futura suocera, Mrs Moore, desiderosa di vedere “la vera India”, non solo quella del quartiere britannico, accetta l’invito da parte di un medico locale, il dottor Aziz, ad una gita sui monti Marabar per visitarne le famose grotte.
Durante l’escursione in una di esse succederà qualcosa che sconvolgerà la donna, che accuserà Aziz di averla aggredita.
L’accusa di Adele rivolta verso Aziz è l’ennesimo pretesto per uno scontro tra razze: gli inglesi, garbatamente razzisti e ipocriti, sono intenzionati a montare un processo esemplare per stabilire una volta per tutte chi comanda in India, mentre gli indiani, spesso con eccessiva sudditanza psicologica verso i colonizzatori, insorgono per proteggere un loro membro da un’accusa assurda e dimostrare agli inglesi di non essere ancora stati assoggettati.
In tutto questo un amico inglese di Aziz, Fielding, si troverà in mezzo al fuoco incrociato delle due fazioni, e dovendo scegliere si schiererà con il suo amico indiano: sembra lui l’unica voce in grado di ragionare in un mondo che volge al caos in tutte e due le comunità.
Singolare anche la figura della Signora Moore, che per la sua indole comprensiva e paritaria verso gli indiani, viene da questi elevata a divinità indù, storpiandone il nome in Esmiss Moor, eroina inconsapevole di una vicenda che l’aveva molto amareggiata e che le aveva fatto sorgere il desiderio di imbarcarsi e tornare in patria (mai raggiunta).

La pellicola segue fedelmente la trama del romanzo omonimo di Edgar M. Forster.
Anche nell’indeterminazione di quello che è successo veramente nelle grotte non tradisce il testo.
Un alone di mistero e di magia aleggia per tutta la prima parte, restituendoci una bellissima immagine dell’India, mentre nella seconda parte si racconta dell’allestimento, dello svolgimento e dell’epilogo del processo, fino ad arrivare all’amaro finale.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext