La spia - A Most Wanted Man

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La spia - A Most Wanted Man

Da un romanzo di John le Carré. Un noto e rispettato accademico musulmano di stanza ad Amburgo è sospettato di appoggiare un ampio progetto terroristico. L'agente segreto Günther Bachmann, aiutato da una giovane avvocatessa, da uno studente islamico e da un banchiere, organizza un complicato piano per sventare il complotto, sfruttando la presenza ad Amburgo di un giovane ceceno filoislamico.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: A Most Wanted Man
Attori principali: Philip Seymour HoffmanRachel McAdamsRobin WrightDaniel BrühlWillem DafoeGrigoriy Dobrygin, Nina Hoss, Martin Wuttke, Kostja Ullmann, Rainer Bock, Vicky Krieps, Homayoun Ershadi, Mehdi Dehbi, Neil Malik Abdullah, Franz Hartwig, Vedat Erincin, Derya Alabora, Tamer Yigit, René Lay, Herbert Grönemeyer, Georg Ebinal, Bernhard Schütz, Jessica Joffe, Imke Büchel, Ursina Lardi, Uwe Dag Berlin, Corinna Kropiunig, Max Volkert Martens
Regia: Anton Corbijn
Sceneggiatura/Autore: Andrew Bovell
Colonna sonora: Herbert Grönemeyer
Fotografia: Benoît Delhomme
Costumi: Nicole Fischnaller
Produttore: Andrea Calderwood, Malte Grunert, Gail Egan, Stephen Cornwell, Simon Cornwell
Produzione: Gran Bretagna, Usa, Germania
Genere: Thriller
Durata: 121 minuti

Dal romanzo di John Le Carrè / 5 Luglio 2017 in La spia - A Most Wanted Man

Buon film di spionaggio ambientato poco dopo l’11 settembre 2001.
Ci troviamo ad Amburgo dove Gunther Bachmann (il compianto Philip Seymour Hoffman, ottima interpretazione) e la sua squadra stanno indagando su un accademico musulmano.
Per arrivare a lui, si servono di un ragazzo ceceno Issa Karpov che è arrivato in Germania per chiedere asilo politico dopo i soprusi subiti dai russi. Per ottenere l’asilo politico Issa chiede aiuto all’avvocato Annabel Richter (Rachel McAdams), che sarà contattata anche da Gunther per convincere Karpov ad aiutarli.
Inizio un pò intricato, dove Karpov è più visto come un potenziale terrorista che come pedina per arrivare ad altro. Ma pian piano i piani (scusate il gioco di parole) di Gunther si svelano e il film diventa interessante e avvincente anche se poi il finale lo rovina un pò.
Nel resto del cast da citare Willem Dafoe nei panni del banchiere Tommy Brue, Robin Wright (con un taglio di capelli inedito) è l’agente della Cia Martha Sullivan, mentre Daniel Bruhl (Rush) e Nina Hoss sono due membri della squadra di Gunther.

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4 Dicembre 2014 in La spia - A Most Wanted Man

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Da un romanzo di Le Carré, trattasi di un film dove si vede Gunther, aka Philip S. H. nel sua ultima apparizione prima di schiattare, fumare in diecimila pose: languido, triste, assonnato, incazzato, amaro e sconfitto, e via così. Praticamente una gallery. In un clima da post-attentanti Torri Gemelle, ad Amburgo ci son un sacco di musulmani, e conseguentemente un intrico di servizi segreti di dovunque imparanoiati e no, lookink for matasse da sbrogliare. Arriva dalla Cecenia un barbogio che richiede un sacco di soldi alla faccia stratificata di rughe di Defoe, Gunther con la sua squadra deve capire se sia solo un terroraccio o un poverista. Cioè sì insomma hai capito. Perché lui vuole pescare i pesci grossi, e bere e fumare. Ancora, ci sono una giovane avvocatessa che difende i clandestini ed è gnocca e una capa dei servizi segreti USA che parla con lui. Non ci sono invece sbrilluccichii (come ca**o si scrive?) nella parabola di questo tipo di agente dei servizi segreti, l’opposto del mio nome è B, JB, che lavora sulla strada, convincendo informatori, manipolando la gente e costruendo di ricatti piramidi, tutto lavoro sporco in vista di uno scopo più elevato. Mentre i capi decidono chiusi nelle torri di palazzi di vetracciaio, lui rinchiude la gente in sporchi garage, finché non ne cava quel che vuole. Ha un problema di fiducia, per un fallimento nel suo passato, uno di alcolismo, tabagismo, solitudine, le ha tutte. Quasi sembra uno che si possa suicidare. La trama è una risalita a livelli verso il pezzo grosso da incastrare, più di lavorio ai fianchi che non di azione, ma nuotando contro anche il fuoco/corrente amico, di chi nei servizi segreti fa di tutto il musulmano un fascio e farebbe blitz in continuazione arrestando tutti. Il finale fallimento segna la parabola discendente, del personaggio e di una vita e di una intera società incapace di difendere se stessa senza moltiplicare la violenza, lasciandolo sconfitto proprio quando appena aveva ricominciato a crederci; ed è triste, e solo, e l’ultimo, e fuma.

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Un potenziale sprecato… 5. / 20 Novembre 2014 in La spia - A Most Wanted Man

Un’ottima storia e un eccellente cast sono stati sprecati in questa pellicola, che nutre un’ottima regia, ma nel complesso resta un film “spento”, a tratti noioso e risaputo, che mescola generi e spy-story per renderlo più interessante, ma senza riuscirci.
Una delle ultime apparizioni del compianto Hoffman, che in questo film mostra una decadenza che sembra più realtà, anzichè finzione. 5.

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Il peso delle scelte. / 7 Novembre 2014 in La spia - A Most Wanted Man

Spy story che si nutre degli elementi più tipici del thriller, ripiegando in contenuti ed analisi profonde, che ne caratterizzano al meglio i personaggi.
L’enfasi con la quale sono descritti gli eventi segue ritmi più o meno accentuati, in cui si può riscontrare un calo di tensione, dovuto principalmente alla natura austera dei temi trattati, ma che non porta a sviare lo spettatore da quel percorso di introspezione fortemente voluto dal regista, e abilmente intrapreso dal suo magistrale ( e compianto ) interprete, che non necessita di ulteriori lodi, o presentazioni.
In questa pellicola le scelte gravano come macigni sulla coscienza, alterando l’equilibrio fra libertà e giustizia, e lasciando una sorta di malinconica visione del tempo, e di chi, nel viverlo, ha l’onere di portarne il fardello.

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A Most Wanted Man: un buon gioco di spie. / 2 Novembre 2014 in La spia - A Most Wanted Man

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Buon thriller che, pur mantenendo un impianto di genere, non indulge in contorcimenti narrativi eccessivi, permettendo, tra l’altro, di inquadrare con sufficiente semplicità volti e nomi dei personaggi (cosa non sempre scontata nelle pellicole di questo tipo), permettendo di non perdere mai il filo del racconto.
Pecca di un’evidente flessione intorno alla metà, con un evidente rallentamento del ritmo della storia, ma voglio credere che si tratti di un’éscamotage approntato a tavolino per spiazzare lo spettatore ormai quiescente nel quarto finale di film.
Veramente bella la scena finale, aperta al dolore pieno.

Bravo (c’è da dirlo?) P. S. Hoffman, qui tabagista impressionante (non vedevo tante sigarette in scena da anni, Mad Men a parte), bravi anche Defoe, Robin Wright e Nina Hoss. Daniel Bruhl non pervenuto.
Pessima, davvero pessima, con quella certa aria da cane bastonato qui adottata, Rachel MacAdams.
Ecco: sono due i difetti che rimprovero al film, grosso modo. Lei, in primis, e il fatto che il “nemico” ceceno sia impersonato da un attore di bella presenza come Dobrygin: la storia di patetico amore che si sviluppa tra il rifugiato e l’avvocatessa è quanto di più urticante potesse essermi offerto in questa storia di spionaggio che, altrimenti, fino ad allora, mi aveva colpito per il respiro “diverso” con cui sembrava palpitare.

I titoli di coda offrono un bel brano del 2004 di Tom Waits, Hoist that Rag: godetevelo in dolby fino alla fine, ve lo consiglio.

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