Recensione su Una fragile armonia

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Particolare ma interessante / 27 Settembre 2017 in Una fragile armonia

Il leader di un quartetto d’archi (Christopher Walken, monumentale come sempre) si ammala di Parkinson. La notizia, invece che unire il gruppo (gli altri componenti sono interpretati dal compianto P.S. Hoffman, Catherine Keener – che è la moglie- e da Mark Ivanir), sembra provocare spaccature e divergenze enormi tra di loro. Hoffman fa uscire tutta la frustrazione derivante dal suo ruolo nel complesso mettendo pure in discussione il suo matrimonio, mentre la moglie è presa anche, così come il padre, dalla scoperta che l’altro membro se la fa con la loro figlia, tra l’altro consenziente (Imogen Poots). In tutto questo caos, il malato resta quello più lucido, capace di vedere la situazione oltre, costretto ad accettare la sua condizione, ma deciso comunque a continuare finchè possibile. Che dire, un film non esaltante magari per il ritmo ma molto intenso con delle grandi prestazioni da parte degli attori. A chi piace la musica classica magari piacerà anche un po’ di più, ma non è male, e comunque la musica è un tramite ed un mezzo importante, ma il film si capisce tranquillamente anche senza avere conoscenze. Quando il cast fa la differenza…

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