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Recensione su A Girl Walks Home Alone at Night

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Un’eroina dissipa le tenebre / 6 gennaio 2016 in A Girl Walks Home Alone at Night

Originale, benché citazionista, il lungometraggio d’esordio di Ana Lily Amirpour, giovane cineasta iraniana, è una storia di dannazione, amore e desiderio sospesa in dimensioni temporali e spaziali che rasentano il sogno.

Il b/n adottato, benché derivante da una desaturazione dei colori, immerge la vicenda in un contesto che richiama apertamente, anche dal punto di vista rappresentativo, i primordi cinematografici dedicati al vampirismo e, lontanamente, la Sin City di Miller rievocata anche dal nome della città in cui si svolge la storia, tale Bad City, apparentemente costituita da solitari ed infiniti sobborghi, differenti tra loro solo per via della più o meno evidente miseria degli alloggi.

La protagonista è una giovane vampira silenziosa e solitaria, amante della musica, che, truccata di nero e vestita con un lungo velo islamico (anacronistico ma scenografico mantello), si aggira a bordo di uno skate per le strade della città, alla ricerca di sangue.
E trova l’amore. Nella persona di un un ladruncolo dalla vita famigliare disastrata, emulo di James Dean, con un volto a metà strada tra il più giovane Johnny Depp e, per via della fossetta e del ricciolo ribelle, al primo John Travolta.

Due personaggi borderline si trovano e si amano, in una città (società) che sembra rigettare ogni forma di poesia e di gentilezza. Intorno a loro, si muovono prostitute, gatti obesi, bambini cresciuti troppo in fretta, travestiti, principesse annoiate, padri inutili, uomini pronti a rimarcare la presunta inferiorità della donna in ogni occasione, dal talamo alla tv.
Non è del tutto chiaro come la giovane vampira scelga le proprie vittime: la sua sete sembra dettata da ragioni fisiologiche (vedi, il barbone), ma non credo sia un caso che, nel film, venga rappresentata come una sorta di eroina che spazza via la feccia (maschile) con i suoi canini.
Benché un po’ didascalica questa scelta ha un grande significato, in rapporto al contesto da cui proviene la Amirpour.

A Girl… è un’efficace rappresentazione del desiderio di affermazione del sé e dell’emancipazione femminile in una società, quella iraniana contemporanea, che sembra volta all’annullamento dell’identità della donna in quanto tale.
Quelle che la vampira dissipa a suo modo con una certa violenza non sono certo le tenebre entro cui si muove ogni notte come un felino, ma quelle culturali del Paese in cui vive.

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