Recensione su Storia di un fantasma

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Uno screening accurato del sentimento, nello scenario asettico ( e quindi paradossale ) dell’astratto e del trascendentale. / 23 Settembre 2017 in Storia di un fantasma

Il novero drammatico, fantasy e romantico di David Lowery, è un film che rimanda al concetto d’amore eterno, e più precisamente a quello dopo la morte.
L’immobilità scenica, il rigóglio tiepido di sospiri e silenzi che ne compongono lo scheletro, lo rendono quasi un viaggio catartico, dove il ritorno alla vita di un uomo sotto le spoglie ( o meglio dire il lenzuolo ) di uno spettro, è semantica pura di un’emozione.
Il processo è lento, soprattutto nelle prime fasi dell’opera, in cui regna staticità e inerzia, ma sempre condita da una ripresa intelligente e arguta, e a tratti, poetica. Un’inquadratura che tende a snervare, ma che racchiude nella sua centralità il senso, il suo sbrogliarsi da un intreccio.
Uno screening accurato del sentimento, nello scenario asettico ( e quindi paradossale ) dell’astratto e del trascendentale.

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