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Recensione su A Dangerous Method

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A dangerous topic… Da evitare se non lo si sa trattare con un minimo di originalità / 4 novembre 2011 in A Dangerous Method

Un film eccessivamente romanzato, che, contrariamente alla tematica che tratta, non riesce ad andare in profondità come vorrebbe. Una Keira Knightley stranamente insopportabile, esagerata e poco credibile, che si trova a rivestire il noioso ruolo della ninfomane isterica da esibizione francese ottocentesca. Decisamente stereotipata anche la caratterizzazione della moglie di Jung, felicemente assoggettata al potere e all’influenza maschile del marito. Risulta inoltre estremamente ridondante l’ormai banale e pluritrattato contrasto tra libertà sessuale e repressione delle pulsioni: il film non ci racconta nulla di nuovo e non riesce a trattare la dicotomia di cui sopra dandole il giusto peso attraverso uno sguardo originale, ma si abbandona, al contrario, ai classici luoghi comuni. A questo proposito, patetica la figura di Cassel, classico “folle” spirito libero dalla barba incolta che porta Jung a riflettere sulla sua castrazione borghese. Anche questo spunto resta purtroppo inconcluso, soffocato dalla banalità dei dialoghi e dalla superficiale e sbrigativa caratterizzazione dei personaggi. Così come, d’altronde, il tema del tabù sociale imposto alla sessualità, una delle poche note interessanti del film, che viene sfiorato durante i discorsi tra Freud e Jung per poi essere rifuggito e abbandonato a sè stesso. Del tutto evitabile, infine, la troppo semplicistica associazione tra rigore castrante-liberazione-follia, che rende poco credibile persino il personaggio di Jung. Trovo che il film si ripenda nel corso degli ultimi quindici minuti, ma questo non basta per alzare il mio voto fino alla sufficienza. Da Cronenberg mi aspettavo qualcosa di più.

1 commento

  1. lasibilla / 11 gennaio 2012

    Concordo in pieno, film estremamente ed eccessivamente stereotipato, un Freud ridotto a un vecchio e cinico narciso, un Jung privato del fascino dell’uomo esoterico che era e un’isterica davvero insopportabile (la prima scena della Knightley…ridicola)…ci vorrebbe lo psicanalista :). Comunque un 6 per le buone intenzioni sono pronta a darlo.

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