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Recensione su A Dangerous Method

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14 febbraio 2013

È un film giusto. La storia che l’ha ispirato è senz’altro intrigante ed affascinante. Esce dagli schemi dei soliti film romantici, sfida la ragione del tempo.
Un uomo e una donna, diversi come l’acqua e il fuoco, ma necessari l’uno all’altra per domarsi. Un terzo volto, quello di Freud, che “troneggia sui suoi conoscenti, che riduce in bambini ed analizza”. Tre personaggi contrastanti che danno un’idea di quanto fosse diversa la vita per tutti prima dello scoppio della grande guerra e di come, però, già esistessero conflitti ideologici ai quali anche grandi menti, oserei dire immense, come quella di Freud e del suo “erede”, non sono riuscite a frenare.
La regia è ottima, senza alcun dubbi. Le scene catturano e mettono in risalto, soprattutto quelle legate ai momenti più intimi tra i due protagonisti, la vergogna che a quel tempo si provava, anche stando da soli. Le scene di sadomaso vengono riprese sempre da angolazioni particolari, come se il regista avesse rubato quelle immagini nascondendosi o guardando nel riflesso di uno specchio.
L’unica pecca è che, se non fosse per le didascalie al cambio di scena, non si evince il passare del tempo, né nei personaggi al livello fisico, né nell’ambiente o in altro. Sono davvero pochissimi i dettagli che catalizzano l’attenzione durante la visione sul periodo storico, ancora di meno riguardo l’aspetto politico. Insomma, avrebbero potuto renderlo più realistico in fatto di ambientazioni.
È un film da guardare e apprezzare per l’unicità del suo genere e per la ottima interpretazione di Keira Knightley che dona al personaggio uno spessore notevole.
Buona visione dal gufo! 😀

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