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Recensione su A Dangerous Method

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27 gennaio 2013

L’ho assolutamente amato. Forse non sono obiettiva, da studentessa di Psicologia, e forse per chi è fuori dall’argomento può essere risultato pesante e difficile, ma io ho sguazzato felice in ogni dialogo serrato a proposito di psicoanalisi. La sceneggiatura è davvero il punto forte, perchè a mio parere, ha messo insieme teoria della psicoanalisi, negli affascinanti dialoghi tra Freud e Jung, e storia d’amore, con i dialoghi intesi di Sabina e Jung.
Inutile dire che Fassbender/Jung e Mortensen/Freud fanno un lavoro curatissimo di rappresentazione di personaggi imponenti, ma io pongo l’accento su Keira Knightley, che dai più è stata criticata, ma che io ho trovato, come sempre, eccellente. Isterica nella prima parte del film e controllata dopo, ma sempre con dei piccoli tic, delle sfumature isteriche, e degli sguardi penetranti che davvero, fanno della sua Sabina Spielrein (una delle prime psicoanaliste), un personaggio meraviglioso.
Fotografia luminosa e piena di bianchi, scenografie stupende, abiti curatissimi e una colonna sonora azzeccata, rendono il film di Cronenberg, che sparge lungo quell’ora e quaranta di lunghezza, 2-3 inquadrature bellissime, una pellicola da vedere.

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