Recensione su 90 Minutter

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Ordine / 14 marzo 2013 in 90 Minutter

Tutto era in ordine: nella mia vita, nei cassetti, nel mio matrimonio, nei miei appunti. Tutto perfetto. Meticoloso.
Ma sentivo che mancava qualcosa, qualcosa di importante mi sfuggiva.
Mi sentivo come se la vita mi scappasse dalle dita, riuscivo a vedere solo il buio. La mia solitudine era così sconfinata che non riuscivo nemmeno ad immaginarla. Lì non potevo certo mettere ordine. Come non potevo mettere ordine nella mia anima malata, afflitta. Ormai è tardi. Tardi per tutto.
Lo diceva sempre mia nonna: l’ordine esteriore nasconde il caos interiore. Aveva ragione. Ma non posso più farci nulla.
Addio. Per sempre.
Prima però spengo il gas e metto in ordine la cucina. Quell’arrosto di agnello ha inzaccherato tutto.

Tre storie gelide, raccapriccianti nella loro freddezza brutale e subdola. Senza ci siano segni evidenti, senza la normale spirale della violenza, senza che ne siano spiegati veramente i motivi. Tutto questo rende il film ancora più raccapricciante.
Le tre storie sono molto diverse tra loro, ma il filo conduttore è lo stesso: l’universo maschile afflitto da egocentrismo, mancanza di empatia,voglia di vendetta, desiderio di rivalsa verso il mondo crudele che ci affligge e perseguita.
Un fallimento quotidiano che visto riflesso negli occhi di lei appare irreparabile.
qui la mia “colonna sonora”.

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