Recensione su '71

/ 20147.452 voti

31 marzo 2015

’71, è un film semplicemente spettacolare. L’opera firmata Yann Demange è un capolavoro, un prodotto senza esclusioni di colpi, un war movie che si tinge di survival horror. Ti aspetti gli zombie ma poi escono i guerriglieri dell’IRA.

Montaggio serrato, regia frizzante, trama avvincente, queste sono le caratteristiche che fanno di un film un’opera più che valida e, neanche a dirlo, sono tutte presenti in ’71 di Yann Demange. L’opera risulta infatti incredibile, un film d’azione superbo che unisce il war movie al survival horrror. Il prodotto che ne esce fuori è riuscito, è una piccola perla da gustare in quel di Torino, nonché una delle migliori opere al 32TFF: ambientato a Belfast nel 1971, ’71 ha come protagonista una recluta inglese. Orfana, con un fratello minore sulle spalle (per il pargolo è una figura paterna), la recluta trova nell’Esercito Britannico una seconda casa, diventa la sua famiglia e la divisa è per lui una seconda pelle.Nelle prime immagini lo vediamo eccellere in ogni pratica, dalla boxe alla marcia, è il soldato perfetto.

Di stanza in una caserma periferica, in seguito all’acuirsi del conflitto fra cattolici e protestanti nel nord del’Irlanda lo troviamo assieme ai suoi commilitoni per le strade di Belfast. L’operazione di ordine pubblico si trasforma però in un vero e proprio rastrellamento; al rastrellamento corrisponde la reazione e ribellione dei cattolici (fra cui vari esponenti dell’IRA) che cacciano a sassate il presidio britannico ma la giovane recluta protagonista resta nei vicoli. Abbandonato dall’esercito (quello che era la sua famiglia) proprio come suo fratello si trasforma in orfano.

Solo, nelle vie di Belfast, assiste all’ennesimo scontro fra le due parti e cade vittima di una caccia in cui egli stesso è la preda ambita da più parti. Il soldato si trasforma in un topo in gabbia e siamo solo alla prima parte del film.

A Belfast vi è una guerriglia notturna e nelle scene girate al buio l’atmosfera è semplicemente da brivido. ’71 fondamentalmente è un film action che in molti frangenti si trasforma in uno zombie movie, in fondo ci potrebbero essere benissimo i non-morti al posto dei terroristi dell’IRA o degli agenti segreti, ed il film, per la sua natura, risulterebbe riuscito comunque. A tratti l’opera risulta Romeriana e soprattutto Friedkiniana, basti pensare all’inseguimento a piedi fra uno dei più giovani esponenti dell’Ira ed il soldato che avvincente quasi quanto quello presente ne The French Connection. Certo, l’inseguimento presente in ’71 è più artigianale, risulta meno professionale di quello realizzato dal sommo Friedkin ma il risultato adrenalinico è lo stesso. Il soldato passa così da predatore a preda, trovando una luce di salvezza in un bambino cresciuto troppo in fretta. Un bambino che è figlio del “nemico”. ’71 è un film meraviglioso, c’è spazio per tutto, è un’opera che rimanda lo spettatore agli anni d’oro del cinema. E’ un Escape from New York senza Kurt Russell o Lee Van Cleef; l’atmosfera è quella di The Warriors di Walter Hill senza I Guerrieri. La scena finale sembra inoltre fare l’occhiolino ad High Noon di Zinnemann.

Tenete sotto controllo il regista, ne vedremo delle belle.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext