Recensione su (500) giorni insieme

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(500) giorni insieme
Regia:

La traduzione è il male minore. / 14 Novembre 2016 in (500) giorni insieme

Andiamo con ordine.
La primissima cosa che mi ha fatto girare le palle è stata la “dedica” iniziale, che voleva sembrare probabilmente simpatica ma su di me ha avuto l’effetto di indispormi ed innervosirmi, dandomi l’impressione (confermata) di vedere un film patetico, senza spunti e che tentasse di sembrare reale ad ogni costo. La seconda cosa che mi ha fatto parecchio incazzare è stata la frase fuori campo che, in maniera molto originale, anticipa agli spettatori che quella che stanno per vedere non è una normalissima storia d’amore, cosa che lascia presagire che verrà proiettata l’ennesima, banalissima storia d’amore.
E siamo ancora nei primi 90 secondi di film.
Poi viene il bello, la presentazioni dei personaggi: lui, senza carattere ma ascolta gli smiths; lei, senza carattere ma ascolta gli smiths ed è bona (affermazione molto discutibile). Come potrà andare a finire?
Inutile anche il personaggio della bambina, nonostante l’unica cosa sensata del film provenisse dalla sua bocca (“ciccio, passati i 14 anni non è credibile che ti innamori di una qualunque perché ha i tuoi gusti musicali”).
La trovata di scorrere in avanti e indietro tra i giorni è un debole tentativo di rendere la trama interessante, la colonna sonora è completamente inchiavabile (davvero, non basta mettere buona musica per rendere accattivante una colonna sonora, bisogna semplicemente scegliere musica adeguata).
Il 5 è perché regia e interpretazioni erano tutto sommato buoni.

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