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36 Quai des Orfèvres

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Noir, Noir / 24 Giugno 2012 in 36 Quai des Orfèvres

Sarà che Daniel Auteuil mi piace moltissimo, spesso – intenso, caldo, e insieme pieno di un sapiente miscuglio di distaccato “savoir faire” e “mente intelligente” – e che Depardieu è sempre un validissimo attore – qui devo dire particolarmente convincente, forse proprio perché in un ruolo da co-protagonista e non in “assolo” come accade più di frequente – ma devo proprio dire che questo 36 Quai des Orfèvres è un buon film. Ha quel sapore di “noir-molto-noir” (francesissimo, ed è un complimento!), dove le sparatorie non sono il centro della trama, dove in diversi momenti ci sono risvolti inaspettati, dove il sentimento – come tonalità affettiva verso la vita – c’è eccome (in perfetto stile di “genere”), dove l’eroismo del singolo non è l’unico stantio tema, dove il potere istituzionale non è meramente e mediamente istupidito dalle logiche politiche, dove la contrapposizione buoni/cattivi non è urlata, in modo nauseante, ma continuamente sfumata, come spesso accade nella vita… Insomma, non è un capolavoro, ma dà dei punti a molti film di apparente simile impostazione… hollywoodiani, of course 😉

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22 Giugno 2012 in 36 Quai des Orfèvres

La storia è vagamente romantica, nel senso letterario del termine: lancinanti passioni che scavallano il tempo e che trasfigurano in forme aliene, deviate.
C’è da dire che, per molti versi, mi ha ricordato i tanto amati e bei polpettoni ottocenteschi di Hugo e di Dumas (padre): sarà anche per via della presenza di Depardieu che è stato sia Jean Valjean che Edmond Dantès?
La vendetta sa assumere molte forme e gli uomini di valore si riconoscono nel momento della stoccata finale.
Come se non bastasse, poi, ci sono esotiche donne contese, figlie ritrovate, amiche dal torbido passato redente grazie all’amore: più feuilleton di così! Insomma, appassionante.

La resa è, per i miei gusti, un po’ troppo “fictionizzata” e l’espressione congelata di Auteuil, nonché un commento musicale degno di Distretto di polizia non mi hanno aiutata a maturare la mia clemenza.
Nel complesso, un film godibile, sufficientemente teso e, alla fine, altrettanto accomodante.

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22 Agosto 2011 in 36 Quai des Orfèvres

Ci fosse stato De Niro, sarebbe stato primo ai botteghini. Invece il film ha incassato pochissimo, nonostante una trama “noir” densa di intrighi, morti e colpi bassi.

25 Luglio 2011 in 36 Quai des Orfèvres

Il poliziesco francesce si impreziosisce con una gemma di ottima fattura, firmata da Oliver Marchal (che ha diretto anche il recente “Diamond 13” con Depardieu) e magistralmente interpretata da Daniel Auteuil ed il mastodontico Gerard Depardieu. Il rapporto conflittuale tra i due poliziotti è il perno su cui è incentrata la storia: mentre Auteuil impersona il poliziotto duro ma legato alla famiglia ed al gruppo di amici e poliziotti che coordina, Depardieu e l’arrampicatore sociale che ha dimenticato i valori più veri che lo hanno spinto a diventare poliziotto in nome del potere e della gloria personale.
Perfettamente scelti e convincenti in ogni passaggio i due sembrano assomigliarsi nei modi severi e decisi e al contempo sono agli antipodi uno rispetto all’altro nelle motivazioni che li spingono a dare la caccia ad una violenta banda di rapinatori.
Belle sequenze d’azione, e ottima scenografia. Qualche peccattuccio di sceneggiatura che si perdona più che volentieri a fine film.

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